Secondo quanto raccontano gli amici della coppia, i rapporti tra i due coniugi e l'uomo, che abitava in un altro appartamento ma nello stesso casale, sarebbero stati tesi. Il 55enne non lavorava e ci sarebbero state diverse discussioni sui soldi e sui suoi problemi finanziari. L'uomo, che nella notte tra giovedì e venerdì è stato interrogato per ore, non ha però rilasciato dichiarazioni agli inquirenti. L'attività investigativa immediatamente avviata dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Mirandola, sotto la direzione della Procura, tramite il magistrato di turno intervenuto sul posto e con l'apporto della Polizia Scientifica, ha permesso di acquisire prove a supporto di gravi indizi di colpevolezza a carico del 55enne residente in un'abitazione adiacente a quella delle vittime.
I sopralluoghi nelle abitazioni
In particolare, nelle primissime ore successive al delitto, venivano effettuati sopralluoghi presso l'abitazione delle vittime e quella adiacente occupata dall'indagato: all'interno della prima abitazione venivano rinvenuti i due cadaveri decapitati, nonché le relative teste; nell'abitazione adiacente, occupata dall'indagato, venivano rinvenuti gli strumenti utilizzati dall'indagato per compiere gli omicidi con evidentissime e copiose tracce ematiche.
Il quadro indiziario
14 15Il grave quadro indiziario è stato completato dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, acquisite immediatamente dalla polizia giudiziaria.
16 17La richiesta di convalida del fermo
18 19Nelle prossime ore la Procura provvederà a richiedere al Gip la convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare ritenuta idonea.