Paura nella notte per il giovane cronista vicentino Adriano Cappellari. Un attentato incendiario è infatti stato commesso contro la sua abitazione a Enego (Vicenza). Cappellari è da tempo impegnato nella costante testimonianza di quanto accade a Caivano (Napoli), e questa potrebbe essere una pista da tenere in considerazione. Allo stesso modo, il giovane cronista ha sempre difeso l'attività di don Maurizio Patriciello. Davanti alla sua abitazione è stata ritrovata una lettera, in cui c'erano minacce indirizzate anche alla premier Giorgia Meloni, oltre che a don Patriciello e alla vittima. Cappellari aveva già ricevuto lettere anonime simili contenenti minacce e inviti a interrompere la sua attività, alcune accompagnate da fotografie e riferimenti diretti ai suoi articoli e ai soggetti raccontati, con accuse a Meloni e Patriciello.
La dinamica dell'attentato
Stando alle informazioni trasmesse fino ad ora, l'attacco incendiario si è verificato intorno alla mezzanotte. Alcuni soggetti ancora ignoti hanno lanciato una o più bottiglie incendiarie contro l'abitazione del cronista. Non solo. Sarebbero state rinvenute anche delle bombole di gas. A seguito dell'allarme, sul posto si sono precipitati i carabinieri della stazione di Enego, seguiti dai vigili del fuoco. I pompieri hanno provveduto a disinnescare alcune bombolette rimaste inesplose. Sono stati momenti di grandissima tensione.
Chi è Adriano Cappellari
Adriano Cappellari, 20 anni, collabora con il quindicinale L’Altopiano. Il suo lavoro di cronista lo ha spesso portato a ricevere minacce, tanto che dallo scorso novembre sta ricevendo delle lettere minatorie. Le intimidazioni sono cominciate dopo che in un articolo il giovane cronista aveva invitato i lettori a sostenere don Maurizio Patriciello, sacerdote di Caivano (Napoli), nella lotta contro la mafia.
Meloni: "È inaccettabile"
"Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari - dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego. Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione - aggiunge -. Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora. L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte. Un abbraccio ad Adriano, alla sua famiglia e ai suoi colleghi della redazione de L’Altopiano".
Stefani, presidente Regione Veneto: "Inquietante salto di qualità"
“Esprimo la mia più ferma condanna per il gravissimo atto intimidatorio avvenuto la scorsa notte a Enego, ai danni del giornalista Adriano Cappellari". Lo dichiara Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto. "Cappellari era già stato oggetto di minacce inaccettabili a causa delle sue inchieste. I fatti di ieri, tuttavia, testimoniano un salto di qualità inquietante - aggiunge - A lui, alla sua famiglia e ai suoi colleghi rivolgo la vicinanza mia personale e di tutta la Regione del Veneto. Nessuno deve sentirsi solo quando esercita con serietà e coraggio il diritto-dovere di informare. Sia chiaro: ogni attacco alla stampa è un attacco ai valori fondamentali della nostra democrazia e della convivenza civile - conclude Stefani - Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché i responsabili vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia. Il Veneto è una terra di legalità, libertà e rispetto delle istituzioni: ricatti e violenza qui non hanno diritto di cittadinanza”.