L'anatema di Leone: "Dio non si schiera con i prepotenti". Elogio di Mattarella

Scritto il 15/04/2026
da Serena Sartini

Il Papa: "Il Signore straziato dalle guerre. Senza morale la democrazia è tirannia"

Risponde indirettamente ma il riferimento è chiaro. E continua a parlare di pace, condannando guerre e prepotenze, in ogni occasione propizia. Papa Leone non si fa scalfire dalle parole del presidente americano Donald Trump e nel suo primo discorso ad Annaba, l'antica Ippona, parla di un "Dio straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne". Di un Dio, ammonisce con forza, che "non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi". Un breve messaggio rivolto alle Piccole Sorelle dei Poveri della Casa di accoglienza per anziani, letto da molti osservatori come un riferimento, seppur non esplicito, alle parole dell'inquilino della Casa Bianca, tornato nuovamente a tuonare contro il Pontefice. È lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella a commentare: "Con il suo messaggio il Papa mette in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione".

Il pontefice è arrivato ad Annaba, sulle tracce di Sant'Agostino. Ha visitato il sito archeologico di Ippona. Qui Leone ha deposto una corona di fiori e piantato un ulivo, simbolo della pace. Poi l'incontro con le suore della Casa di accoglienza per anziani, prima del pranzo privato con gli agostiniani. "Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre - ha aggiunto - non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi. Il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d'amore e di pace, giorno per giorno". Nel pomeriggio il Pontefice ha continuato la sua visita sulle orme del vescovo di Ippona, celebrando una messa votiva per Sant'Agostino, sul promontorio di Annaba. Un luogo che ogni anno vede arrivare oltre 18mila pellegrini, compresi musulmani ed ebrei. La Basilica custodisce anche la reliquia dell'ulna destra del santo dottore della Chiesa. Anche qui il Pontefice statunitense ha parlato di pace, sottolineando come "un futuro di giustizia e di pace" sia possibile e che malgrado "insidie e tribolazioni" la "nostra storia può cambiare". Kamel Ghribi, vicepresidente del gruppo San Donato, invita ad "ascoltare la visione del Pontefice. Nessuno può restare in silenzio". In mattinata il Vaticano aveva diffuso un messaggio di Leone indirizzato ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. "La dottrina sociale della Chiesa scrive il Papa - considera il potere non come un fine in sé, ma come un mezzo ordinato al bene comune. Ciò implica che la legittimità dell'autorità non dipende dall'accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui viene esercitata". Leone ha precisato come la democrazia sia l'espressione alta del potere legittimo ma "solo se radicata nella legge morale" altrimenti, ha avvertito, rischia di trasformarsi in "una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche". "La concentrazione del potere in poche mani ha aggiunto - minaccia sia la partecipazione democratica dei popoli sia la concordia Internazionale". Un riferimento al vicepresidente americano Vance secondo cui il Papa dovrebbe attenersi solamente "alle questioni morali"? Il messaggio di Leone sarà stato preparato prima, ma la coincidenza appare quanto meno interessante.