Mentre a Siena e Milano si svolgevano consigli d'amministrazione cruciali per il futuro di Mps-Mediobanca, a Roma il procuratore capo del capoluogo lombardo è andato all'attacco sul presunto concerto Delfin-Caltagirone nella scalata a Piazzetta Cuccia. Nel corso di un'audizione davanti alla Commissione Banche del Senato, Marcello Viola ha ribadito che tra Delfin - la cassaforte della famiglia Del Vecchio guidata da Francesco Milleri - e l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone c'era una «volontà comune di ottenere il controllo delle Generali» fin dal 2019 e in occasione dell'Offerta pubblica di scambio su Mediobanca da parte di Mps c'è stato un «saldarsi di interessi di vecchia data con quelli più recenti di Mps senza rendere trasparente al mercato la saldatura di questi interessi».
Il presunto concerto tra Delfin e Caltagirone sarebbe operativo «sin dal 2019» tramite «condotte assolutamente parallele serbate nel tempo, sia nell'acquisizione delle azioni, tanto di Generali quanto di Mediobanca, sia nell'esercizio dei voti nelle rispettive assemblee». Tuttavia, l'insuccesso del sodalizio - sostiene da Procura avrebbe indotto «gli odierni indagati» ad adottare «una strategia differente, ossia l'acquisizione del controllo di Mediobanca in funzione di quell'altro obiettivo attraverso il coinvolgimento di Mps».
Viola ha poi sostenuto che i giudici cercheranno di fare presto, ma i tempi non saranno brevissimi. Una procedura da parte di uno degli indagati bocciata dal Tribunale del Riesame, ha spiegato Viola, «ha ritardato l'attività» tecnica sui telefoni sequestrati agli indagati. A intervenire davanti alla Commissione anche il pm Roberto Pellicano, il quale ha sostenuto che «abbiamo criticato l'Abb (la vendita delle azioni Mps, ndr) fatta in maniera tale da rendere destinatari di quel pacchetto di azioni soggetti determinati». Pellicano si sofferma anche sul ruolo dell'attuale amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, il quale avrebbe «dato un supporto materiale fondamentale al concerto, quindi la sua posizione è quella di concorrente esterno». Mentre, ad oggi, «Non c'è niente che faccia pensare che il Mef (Ministero dell'Economia, ndr) possa essere oggetto di indagine».
L'avvocato di Lovaglio, Giuseppe Iannaccone, è intervenuto contro le dichiarazioni Pellicano dicendo di essere convinto della «piena correttezza del comportamento tenuto dal Dott. Luigi Lovaglio». Gli atti e la documentazione «che ho esaminato confermano, a mio avviso in modo inequivocabile, che egli ha operato nel rigoroso rispetto della legge». Questa mattina alle 9 Lovaglio presenterà il piano industriale di Mps al mercato.