Rieletto dal cda alla presidenza di Stellantis, in occasione dell'assemblea degli azionisti svoltasi ieri ad Amsterdam, John Elkann (in foto) ha subito coinvolto nel suo intervento il ceo Antonio Filosa. "Grazie al suo lavoro e al team di leadership rinnovato - le sue parole - si è registrato un miglioramento costante e progressivo, trimestre dopo trimestre, guidato dalla nostra rinnovata attenzione a ciò che conta di più: i clienti e le loro esigenze". Un messaggio chiaro, quello di Elkann, sul nuovo corso avviato dal gruppo e alla luce delle complesse sfide, attuali e future, che Stellantis è chiamata ad affrontare "con rinnovata fiducia e consapevole delle proprie capacità". A Filosa, che il 21 maggio presenterà il piano strategico globale per i prossimi anni, viene riconosciuta l'esperienza nel settore automobilistico insieme alla conoscenza dell'azienda, delle sue persone e delle sue attività: tutti fattori che sono risultati determinanti per la sua nomina a capo operativo del gruppo.
Confermato Elkann presidente, dopo che l'assemblea degli azionisti lo aveva rieletto in qualità di direttore esecutivo, del cda di Stellantis fanno parte Robert Peugeot, alla vicepresidenza, Henri De Castries, nel ruolo di amministratore senior indipendente, e Juergen Esser ulteriore amministratore non esecutivo. L'esito dell'assise di Stellantis, in particolare la dimostrazione di fiducia palesata da Elkann, dopo un lungo periodo difficile anche per le tante scelte rivelatesi sbagliate, e che in Italia hanno portato alla crisi produttiva, è piaciuto al mercato. In Borsa, a Milano, le azioni sono cresciute del 3,48% a 6,93 euro.
"La direzione intrapresa è quella giusta e lo slancio è reale: per il 2026, in proposito, prevediamo miglioramenti nei ricavi netti, nei margini e nel flusso di cassa industriale libero, supportato da una forte liquidità e da un modello operativo più resiliente", il commento del ceo Filosa, il quale ha riconosciuto come alcuni passi "siano stati dolorosi, ma necessari per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e proteggere la creazione di valore a lungo termine".
Chiaro il riferimento ai 22 miliardi pagati dal gruppo nel secondo semestre del 2025 allo scopo di rivedere gli orientamenti del gruppo, fino ad allora incentrati dall'ex ceo Carlos Tavares sull'elettrico e su tagli che hanno fortemente inciso sul business della componentistica. Da qui la recente decisione di Emanuele Cappellano, responsabile per l'Europa, di rafforzare dialogo e collaborazione con i fornitori del Vecchio continente.