Siluro IA sui big della consulenza. McKinsey & Co. riducono i ranghi

Scritto il 31/05/2026
da Camilla Conti

Parcelle non più a ore ma in base ai target raggiunti

Per decenni la consulenza è stata uno dei business più protetti del capitalismo globale. Colossi come McKinsey, Boston Consulting Group, Bain, insieme alle cosiddette Big Four (Deloitte, EY, Kpmg e PwC) hanno costruito imperi fondati su un principio semplice: mettere a disposizione dei clienti eserciti di giovani consulenti capaci di raccogliere dati, elaborarli, sintetizzarli e trasformarli in strategie.

Oggi quel modello è sotto attacco. E l'aggressore non è un nuovo concorrente umano, ma l'intelligenza artificiale. Secondo un'analisi del Financial Times, l'AI sta abbattendo la principale barriera all'ingresso che ha protetto per anni i grandi gruppi della consulenza: la scala. Attività che richiedevano squadre di decine di analisti possono essere svolte in pochi minuti da agenti intelligenti capaci di analizzare documenti, effettuare ricerche, costruire presentazioni e persino formulare raccomandazioni strategiche. Il risultato è che stanno nascendo nuove società di advisory AI-native che puntano a competere direttamente con i giganti del settore. È il caso britannico di Queen's Tower, fondata da ex partner di Deloitte ed EY, ma fenomeni analoghi stanno emergendo negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

La rivoluzione non riguarda soltanto la concorrenza. Sta cambiando la struttura stessa del lavoro consulenziale. Per anni il settore ha funzionato come una piramide: alla base migliaia di neolaureati impegnati in analisi, ricerche e produzione di report; al vertice un ristretto gruppo di partner che vendeva relazioni e competenze. L'intelligenza artificiale colpisce esattamente la base della piramide. Molte delle attività tradizionalmente affidate ai consulenti junior sono oggi tra quelle che i modelli generativi svolgono meglio. Ricerca documentale, sintesi di informazioni, costruzione di slide e report sono sempre più automatizzabili. Non a caso le Big Four hanno già rallentato le assunzioni di laureati in diversi mercati e PwC ha ridotto il proprio organico globale di oltre 5.000 unità nell'ultimo anno. La minaccia arriva anche dal lato dei clienti. Sempre più aziende

utilizzano strumenti di AI per effettuare autonomamente le prime analisi e si rivolgono ai consulenti soltanto per competenze altamente specialistiche. Il valore si sposta dall'elaborazione delle informazioni alla capacità di interpretarle. Sotto pressione finisce inoltre uno dei pilastri economici del settore: la fatturazione a ore. Se un software può analizzare migliaia di contratti in pochi minuti, diventa difficile giustificare parcelle costruite sul tempo impiegato. Non a caso McKinsey sta già aumentando il peso dei compensi legati ai risultati ottenuti, mentre molte società sperimentano formule in abbonamento o fee basate sulle performance.