Ad appena una settimana dal brutale omicidio di Ann Widdecombe, figura di spicco della politica britannica prima tra i Conservatori poi con Nigel Farage nel Brexit Party e in Reform UK, c'è una svolta importante. Come riportato da diversi media d'Oltremanica, l'antiterrorismo seguirebbe la pista del movente «di estrema sinistra».
Lo sviluppo segue l'annuncio di due giorni fa del capo dell'antiterrorismo, Laurence Taylor, che aveva parlato di un «attacco mirato» alla parlamentare di destra, pur senza sbilanciarsi sulla possibile valenza politica dell'omicidio.
Sul fronte delle indagini, le autorità hanno arrestato nel fine settimana un «cittadino bianco britannico» di 28 anni come possibile sospettato. Secondo i quotidiani Times e Mail, l'uomo sarebbe partito in auto dalla sua abitazione nello Yorkshire, nell'Inghilterra settetrionale, e avrebbe percorso 430 chilometri armato di bastone fino alla casa di Widdecombe nel Devon. I due giornali ipotizzano che l'uomo avesse intenzione di colpire anche altri politici della destra britannica, inclusi parlamentari del partito di Farage. Su questa possibilità, Taylor si era limitato a dire che sarebbero state adottate «appropriate misure per mitigare qualsiasi minaccia possa apparire».
Immediatamente dopo il ritrovamento del corpo il clima politico nel paese, già molto teso per l'uscita di scena del primo ministro Keir Starmer e l'arrivo a Downing Street del laburista Andy Burnham, è diventato incandescente. «Non ci sono parole per qualcuno che ha commesso questo atto barbaro contro un'innocente signora di 78 anni che non avrebbe fatto male ad una mosca» avevo dichiarato il leader di Reform UK rendendo omaggio alla compagna di partito. La stampa, in particolare a destra, aveva mosso forti critiche nei confronti della polizia del Devon per il troppo tempo trascorso prima di considerare la possibilità di un movente politico e per i ritardi nel trasferimento delle indagini all'antiterrorismo.
Da parte sua Farage non cessa di denunciare un clima pesante di minacce nei confronti suoi e del partito, accusando il governo e polizia di negligenza nel garantire la sicurezza degli esponenti di Reform UK. Allo stesso tempo Farage aveva attaccato l'esecutivo e i media denunciando una persecuzione politica contro di lui, in particolare dopo gli scandali finanziari che lo avevano spinto a dimettersi da parlamentare.
A gettare altra benzina sul fuoco è stato l'annuncio dell'arresto ieri a Londra di un 20enne che sui social aveva minacciato di voler sparare a Farage. Quest'ultimo ha definito la notizia come la «prima volta che la polizia ha mai agito in modo proattivo in risposta a un post sui social e auspico che indaghino su altri tre o quattrocento post simili solo quest'anno».