Francia, Macron "spia" i confessionali

Scritto il 31/05/2026
da Nico Spuntoni

L'ipotesi: parroci obbligati a denunciare reati su minori scoperti durante il sacramento

C'era una volta la «fille aînée de l'Église». Figlia primogenita della Chiesa, un titolo altisonante che la Francia rischia di perdere. Non per il numero di conversioni che, complice anche il risveglio della tradizione, sta sorprendentemente crescendo negli ultimi anni. Ma per il numero altrettanto crescente di tensioni tra potere politico e potere spirituale. Non si è ancora chiuso lo scontro tra i vescovi francesi e le forze politiche promotrici della legge sul suicidio assistito che un altro fronte è destinato ad aprirsi. L'ultima legge che non va giù alla Chiesa francese è quella proposta a fine aprile dalla deputata di Renaissance (nato dalle ceneri di En Marche!) Violette Spillebout allo scopo di «proteggere i bambini e combattere la violenza nelle scuole». L'iniziativa legislativa nasce dal proposito di rispondere all'indignazione provocata dallo scandalo abusi nel collegio Notre-Dame de Bétharram, ma nasconde al suo interno delle insidie.

Tra le soluzioni individuate, all'articolo 9 il testo «stabilisce esplicitamente che i ministri di culto sono tenuti a denunciare gli atti di violenza contro i minori, anche se ne sono venuti a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni» precisando perentoriamente che «nessun segreto confessionale può impedirlo». Una disposizione che ha fatto saltare sulla sedia i vescovi francesi. La Conferenza episcopale ha espresso la sua posizione in una nota lodando la motivazione all'origine del disegno di legge che «dimostra l'intenzione dei nostri leader di impegnare risolutamente il nostro Paese in queste battaglie necessarie e urgenti» su cui c'è l'appoggio della Chiesa. Tuttavia, per i vescovi «alcuni articoli del disegno di legge mettono in discussione diverse libertà fondamentali, quali la libertà di coscienza, il segreto confessionale, la libertà di istruzione e la libertà di religione».

Oltre alla norma che vorrebbe cancellare l'obbligo di rispettare il segreto confessionale, il mondo cattolico è perplesso di fronte ad altri due articoli che introdurrebbero una maggiore invasività dello Stato nelle scuole private (per lo più cattoliche). Questi tre articoli hanno incoraggiato la Conferenza

episcopale a rivolgersi apertamente ai parlamentari francesi per «affrontare la questione». Dopo il primo via libera arrivato la scorsa settimana nella commissione competente, i vescovi hanno ritenuto di esprimere la loro «profonda preoccupazione» in vista della discussione parlamentare che ci sarà domani. L'articolo 9 in particolare interviene su un argomento considerato molto delicato anche in Vaticano, dove proposte di legge simili che si sono viste in questi anni dall'Australia al Cile hanno suscitato un'alzata di scudi in difesa del sigillo della confessione.

Nel 2019 era stato l'allora cardinale penitenziere maggiore, Mauro Piacenza a cristallizzare la posizione della Santa Sede in una nota in cui si sosteneva che «ogni azione politica o iniziativa legislativa tesa a forzare l'inviolabilità del sigillo sacramentale costituirebbe un'inaccettabile offesa verso la libertas Ecclesiae». La legge potrebbe agitare la visita di Leone XIV che sarà in Francia dal 25 al 28 settembre.