Brennero, caos ambientalista. Rogo sulla ferrovia: "Atto doloso"

Scritto il 31/05/2026
da Antonio Borrelli

In 2mila hanno preso parte al corteo green sull'autostrada. Disagi contenuti in uscita dall'Italia. Attentato notturno alle centraline elettriche: incendio e ritardi

"Il transito europeo danneggia la nostra salute", urlano gli oltre duemila manifestanti mentre sfilano sulle carreggiate occupate dell'autostrada. C'è chi è arrivato in bici, chi in monopattino, chi è uscito di casa a piedi. Sono ambientalisti storici, famiglie, ragazzi. Sono soprattutto residenti della zona. E non mancano gli amministratori locali. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato il mite popolo austriaco tra le montagne del Brennero a contestare le politiche viabilistiche lungo l'asse simbolo della globalizzazione europea? "Il traffico di transito in costante aumento ci causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria per la popolazione. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così", arringa Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner e promotore della manifestazione sul versante austriaco del valico. Secondo i dati diffusi dal primo cittadino, qui è stata ormai raggiunta la quota record di 14,4 milioni di passaggi di veicoli all'anno. "È decisamente troppo ha aggiunto Mühlsteiger -, ormai registriamo ingorghi quasi ogni giorno in entrambe le direzioni di marcia e la popolazione locale non è più disposta a tollerare questa situazione a lungo termine".

C'è rabbia e preoccupazione nella regione della Wipptal, eppure si respira un'aria rilassata e un clima sereno. Del caos annunciato nemmeno l'ombra. Un risultato riconosciuto anche dalla polizia locale che Mühlsteiger attribuisce all'efficacia della campagna informativa: "Per oltre quattro settimane abbiamo avvisato quasi quotidianamente i viaggiatori, invitandoli a non scegliere la rotta del Brennero in questo specifico momento". L'occasione più concitata è la trattativa con la polizia, che alle 12 autorizza i manifestanti ad accedere all'autostrada a piedi. Varcato il casello, l'onda ambientalista imbocca l'A13 in direzione nord. "L'Ue, il transito e il profitto distruggono la nostra salute", ripetono i manifestanti lungo la camminata sulle sei carreggiate rimaste deserte ("Immagini che non si vedevano dai tempi del Covid", ha osservato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti). Ma mentre in Austria tutto scorreva liscio, al di qua del confine il lascito ambientalista si faceva ancora una volta doloso. Già dalla mattina la voce si diffonde anche tra i manifestanti sull'asfalto austriaco: "Cos'è successo in Italia? C'entra con la nostra protesta?". Qualcuno nella notte tra venerdì e sabato ha appiccato il fuoco a centraline elettriche posizionate lungo la linea ferroviaria Verona Porta Nuova-Brennero, causando lo stop alla circolazione su ferro tra Peri e Dolcè, zona del Veronese al confine con la provincia di Trento. La Scientifica ha trovato sul posto un accendino e altri indizi che confermano l'origine dolosa del rogo, domato dai Vigili del fuoco la notte stessa. Le indagini puntano su un gesto legato ai settori dell'ambientalismo radicale o dell'orbita anarco-insurrezionalista, che potrebbe aver preso di mira l'unico servizio di collegamento rimasto attivo ieri. "Un gesto da condannare, che sciupa e danneggia una manifestazione così pacifica, bella e partecipata", ha dichiarato duramente la consigliera provinciale dei Verdi altoatesini, Brigitte Foppa.

Nella serata di ieri la circolazione sull'A13 era infatti ormai ripresa, sancendo la conclusione di una protesta senza intoppi. Il governatore del Tirolo Anton Mattle ha informato di aver "inoltrato il pacchetto di rivendicazioni degli organizzatori della protesta a Vienna, Berlino, Roma e Bruxelles", ribadendo il suo pieno sostegno alle richieste dei manifestanti e definendo la protesta al Brennero l'espressione di un carico da transito che "ha superato i limiti. Dobbiamo puntare soprattutto sulla parità di costo tra strada e rotaia, che attualmente non esiste".