In un'intervista al Corriere della sera il ministro della Difesa Guido Crosetto si sofferma su vari temi di stretta attualità. Tra questi il grave episodio di pochi giorni fa, con il drone russo che ha colpito un palazzo in Romania. "Non è la prima volta che i droni russi sconfinano. È il nervosismo di Putin per quello che sta accadendo sul fronte ucraino: anziché trovarsi in una situazione di vantaggio, ora è in difficoltà per gli attacchi alla propria produzione di petrolio e gas, colpiti dagli attacchi ucraini. Si è parlato, per anni, di quanto avrebbe resistito l’Ucraina alla Russia, ora invece sembra che sia la Russia ad essere in difficoltà di fronte alla crescita delle capacità dell’Ucraina".
E a proposito dell'Ucraina il ministro osserva: "Trump ha preso atto che la Russia non voleva la pace. La trattativa è difficile perché la Russia ha cambiato la propria Costituzione inglobando le 4 regioni ucraine contese e ha difficoltà sia a conquistarle che a fare marcia indietro. L’Ucraina, giustamente, non è disponibile a concedere i propri territori dopo anni di resistenza da soli, con migliaia e migliaia di morti. Perché è vero che noi li abbiamo aiutati, ma a morire ci vanno loro".
Che fare, dunque, per Kiev? "Bisogna arrivare ad una tregua. Poi, bisogna prepararsi a blindare la pace. La Russia potrebbe anche fermarsi per un po’, ma se non vede che dall’altra parte si è preparati, potrebbe tornare ad attaccare. Tanto più che gli Usa hanno detto che non potranno più farsi carico della sicurezza dell’Europa da soli. E infatti i paesi Nato si sono impegnati ad alzare, nel breve, fino al 3,5% del Pil le risorse per la difesa". Ucraina in Europa? "Tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile - spiega Crosetto -. Non solo politicamente, ma perché se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti paesi Ue che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi".
A proposito della guerra tra Usa e Iran Crosetto ostenta un cauto ottimismo: "Sembra si sia vicini ad una riapertura di Hormuz dopo un accordo a cui manca solo la firma di Trump. E noi italiani siamo pronti subito dopo i passaggi parlamentari: le navi sono già nel Golfo per un’opera di sminamento che sarà utile nell’immediato a liberare un tratto di mare vitale per i commerci e i traffici internazionali".
Tornando al nostro Paese il ministro tiene a precisare che con Giorgia Meloni "non c’è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l’Italia, mai. Abbiamo parlato, normalmente e liberamente, come sempre facciamo con tutti gli alleati, e abbiamo definito una posizione. Che io rispetto e comprendo. Poi a me tocca continuare a dire ciò che serve per garantire la sicurezza degli italiani in un quadro completamente diverso da quello che c’era un tempo".
Crosetto indica anche qual è l'impegno più importante da perseguire da qui alla fine della legislatura: "L’emergenza prima è l’accelerazione della capacità produttiva del Paese e lo si fa rendendo più forte la parte produttiva nazionale ma anche attivando energie ed investimenti dall’estero. Bisogna fare ponti d’oro a chi vuole investire qui, a chi si trasferisce in Italia. E bisogna far ritornare i nostri cervelli. Non può essere che i giovani, che guidano l’innovazione e le nuove tecnologie, espatrino perché qui non ci sono le stesse opportunità di crescita e di guadagno".