Ancora un evento per la Palestina in una università senza contraddittorio: è questa la denuncia della Lega per un incontro che si terrà domani all’Università di Firenze, presso l’Aula Magna di Piazza Brunelleschi 4 dal titolo “Chi ha paura dell’Islam?”. È stato organizzato dagli “Antropologi per la Palestina” e “Firenze per la Palestina”. Nel comunicato di una delle due organizzazioni si legge che “con un allarme antisemitismo promosso dal nostro sistema politico mediatico allo scopo di giustificare leggi repressive e censura del movimento per la liberazione della Palestina, i davvero innumerevoli episodi di razzismo antiislamico, vengono totalmente ignorati”.
Parole che danno una direzione esplicita e ben precisa all’incontro, eliminando qualunque dubbio di imparzialità. “Perché un razzismo dilagante, fomentato da giornali e politici di destra, e generalmente tollerato dalla sinistra istituzionale, è un enorme problema di cui parlare?”, si legge nel comunicato social. “Che conseguenze ha avuto l'accettazione, negli ultimi decenni, di un racconto razzista e xenofobo che ha dipinto l'arabo e in generale il musulmano come terrorista, cattivo, pericoloso?”, si legge ancora. Sono accuse molto importanti che pongono l’evento da un punto di vista politico, pertanto il fatto che si svolga all'interno degli spazi dell’università e senza un contraddittorio pone quantomeno questioni di opportunità per l’istituzione pubblica.
Per l'onorevole Tiziana Nisini, commissario della Lega a Firenze, questo incontro è “un modo, a nostro parere, non certamente per favorire un arricchimento culturale degli studenti o di chi parteciperà, ma immaginiamo una sorta di monologo che non può che tramutarsi in una classica forma d'indottrinamento unilaterale”. L’idea, prosegue l’onorevole, è che gli organizzatori non “mirino a dare una visione ad ampio spettro sulla questione, ma puntino a mettere dietro la lavagna chi, come la Lega, scenderà in piazza il prossimo 18 aprile a Milano per evidenziare come, senza alcun intendimento xenofobo, sia necessario un cambio di rotta nella gestione dell'immigrazione incontrollata, senza tralasciare anche la problematica inerente alle troppe moschee abusive, spesso luoghi dove si tendono a radicalizzare le persone”. E rispondendo al titolo dell’evento, Nisini ci tiene a specificare che “non abbiamo paura dell'islamico che si attiene alle nostre Leggi, temiamo, invece, quelli che facendosi scudo della religione, tendono a minare l'ordine pubblico”