Sono passati quasi otto anni dalla tragedia che sconvolse Genova. Era il 14 agosto del 2018 alle 11,30, nel pieno dell'estate italiana, quando il crollo del ponte Morandi provocò la morte di 43 persone coinvolte nel collasso del viadotto autostradale. L'ex ad di Aspi, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di carcere. La richiesta della procura era stata di 18 anni e mezzo. Si trova attualmente in carcere da oltre un anno per le sue responsabilità nella tragedia del viadotto Acqualonga in provincia di Avellino, in cui nel 2013 sono morte 40 persone. L'ex direttore vigilanza Mit su concessioni autostradali Mauro Coletta è stato condannato a 5 anni per il crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, a fronte di una richiesta di condanna a 10 anni. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
La portavoce del Comitato vittime
Ad ascoltare la lettura del verdetto in aula c'era anche la sindaca di Genova, Silvia Salis. Era presente in aula anche il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari. “Alla luce delle spiegazioni tecniche del nostro avvocato siamo molto soddisfatti soprattutto siano state individuate delle responsabilità perché era inaccettabile che questa vicenda con tutti gli elementi che supportavano l'impianto accusatorio potesse finire senza degli imputati e senza delle pene importanti”, le parole del presidente del Comitato ricordo vittime ponte Morandi, Egle Possetti al termine della lettura della sentenza di primo grado per il crollo del ponte Morandi. “Ha retto l'impianto accusatorio - ha aggiunto - i tre filoni (Aspi, Spea e Mit, ndr) degli imputati sono stati tutti coinvolti nelle pene e soprattutto la cosa che a me preoccupava molto era che non ci fosse un’aggravante che poi influiva sulla prescrizione invece ha retto l'aggravante dell'omicidio stradale per cui le le prescrizioni saranno più a lungo termine. Questa era un po' la mia preoccupazione prima di parlare con l’avvocato. Quindi - concluso -siamo soddisfatti, contenti è un'altra cosa, soddisfatti”.
Il processo
Il processo va avanti da quattro anni. Tra i 57 imputati ci sono ex vertici, manager e tecnici di Autostrade per l'Italia, di Spea (la società che per Aspi si occupava del monitoraggio delle infrastrutture) e dirigenti e consulenti del ministero dei Trasporti. La pena più alta, 18 anni e sei mesi, è stata chiesta per Castellucci. "Mi sento responsabile ma non colpevole", ha sempre detto l'ex top manager respingendo le accuse. La procura genovese, con i pm Walter Cotugno e Marco Airoldi, ritiene che il crollo sia dovuto alla mancanza di manutenzioni adeguate, al fine di garantire più dividendi ai soci. Per gli imputati sono stati chiesti quasi 400 anni di carcere e una assoluzione.
Le scuse di Autostrade e l'ira dei familiari
Ieri alla vigilia della sentenza l'amministratore delegato di Autostrade Arrigo Giana ha inviato una lettera di scuse. Una missiva che non è stata gradita dai parenti delle 43 persone morte otto anni fa. "Credo che neanche Totò, in qualche sceneggiatura, avrebbe potuto immaginare un momento meno opportuno", la risposta di Egle Possetti, portavoce del Comitato ricordo vittime. "In queste ore - le parole di Giana - siamo in attesa della sentenza di primo grado con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari, i cittadini genovesi e tutti gli italiani". Dopo il crollo "continuavo a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo". Quella diffusa è anche una lettera per prendere le distanze dalla vecchia dirigenza: "Le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale". Adesso però "questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti" che lavorano per garantire "la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori".