Giorgia Meloni parla al fianco di Volodymyr Zelensky, ma sembra rivolgersi a Donald Trump, tornato ad attaccarla (“non abbiamo più lo stesso rapporto”) per il mancato sostegno dell’Italia agli Usa nel conflitto in Iran. Dopo il bilaterale a palazzo Chigi col presidente ucraino, la premier ricorda in primis l’importanza della “solidità dell'alleanza euro-atlantica perché un Occidente diviso, un'Europa spaccata, sarebbero l'unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”.
Subito dopo ecco un altro passaggio, stavolta legato direttamente alla crisi in Medio Oriente. “Continuiamo a credere nella validità del cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati – afferma la presidente del Consiglio -, nutriamo la speranza che il negoziato di pace possa riprendere, anche se in un contesto sicuramente non facile”.“L'Italia, voglio ribadirlo, è come sempre pronta a fare la sua parte”, mette quindi agli atti Meloni chiarendo che “è fondamentale per la nostra sicurezza, oltre che per quella di Israele, dei paesi del Golfo, che l'Iran non possa dotarsi di armi nucleari. Dall'inizio abbiamo sostenuto un accordo in questo senso, ed è fondamentale difendere la libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz. Questione sulla quale, ricorda, “stiamo lavorando con i partner europei. Abbiamo offerto la nostra disponibilità, quando lo consentiranno le condizioni di sicurezza”.
L’ultimo concetto che Meloni fissa nel corso delle dichiarazioni congiunte con Zelensky è quello sulla “instabilità che sta diventando pian piano la nostra nuova normalità”.“E’ uno scenario che disorienta, che può spaventare, però penso che soprattutto in momenti come questi si comprenda come l'amicizia tra popoli fratelli, che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia, faccia la differenza”, è il messaggio a Kiev ma che in qualche modo appare rivolto anche a Washington. “Italia e Ucraina lo hanno fatto – conclude quindi la premier -, sono legati da un'amicizia profonda, continueremo a farlo anche nei prossimi anni, rafforzando quell'amicizia e quella cooperazione”.E proprio sul fronte della cooperazione, Meloni rivela di aver approfondito con Zelensky il dossier sulla difesa perché l'Italia “è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l'Ucraina in questi anni è diventata una nazione guida”. Che potrà contare ancora sul sostegno a 360 gradi da parte di Roma. “Non è solamente un dovere morale, ma anche una necessità strategica – la convinzione dell’inquilina di palazzo Chigi - perché in gioco non ci sono solamente la dignità, la libertà e l'indipendenza di Kiev, ma anche la sicurezza dell'Europa, nel senso più ampio del termine”.
Sostegno poi ribadito con convinzione dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’incontro andato in scena al Quirinale con Zelensky subito dopo il bilaterale di palazzo Chigi. “Le ribadisco che l'Italia sarà sempre a fianco dell'Ucraina”, la promessa del Capo dello Stato che ha rinnovato anche “il sentimento di amicizia profonda che lega Ucraina a Italia” e “la vicinanza piena dell'Italia al suo Paese e a quanto sta facendo con grande resistenza e con grande eroismo”.