Una tecnica utilizzata durante le qualifiche da Mercedes e Red Bull che, evidentemente, dava dei vantaggi non sarà più ammessa: come rivelato da The Race, la Fia (Federazione internazionale dell’automobile) ha vietato la modalità con cui riuscivano a ottenere un aumento di velocità a fine giro.
Il trucco “ingegnoso”
I produttori delle due case automobilistiche, infatti, avevano trovato un modo ingegnoso per aggirare le normative che impongono la riduzione della potenza quando le auto consumano l'energia della batteria sui rettilinei. Invece di ridurre la potenza, con gradualità, man mano che si avvicinava il traguardo alla fine di un giro di qualificazione dove bisogna scendere di 50 kW al secondo per evitare un calo improvviso, Mercedes e Red Bull infatti sarebbero state in grado di mantenere la massima potenza il più a lungo possibile.
Quali vantaggi
In questo modo, le monoposto avrebbero potuto avere vantaggi stimati di 50-100 kW per un breve periodo di tempo rispetto agli altri avversari la cui potenza veniva ridotta. “Sebbene un simile vantaggio potesse valere solo una frazione di secondo, nell'ordine dei centesimi anziché dei decimi, era comunque un obiettivo da perseguire nella lotta per le posizioni in griglia”, spiegano gli esperti a The Race.
Cos’è l’Mgu-K
I team con motori Mercedes e Red Bull sono stati in grado di utilizzare questo stratagemma perché il regolamento della F1 prevede la possibilità di non dover seguire la procedura di riduzione graduale della potenza se l'Mgu-K (il turbocompressore, componente ibrido chiave nelle power unit di Formula 1, che recupera l'energia cinetica durante la frenata e fornisce un'accelerazione elettrica supplementare).
Questa modalità software per disabilitare l'Mgu-K era stata inserita nel regolamento per evitare il rischio di danni ai componenti dell’alimentazione in caso di problemi rilevati dai team.
La difficoltà, quindi, consisteva nel definire quando fosse “legittimo” spegnere il motore e cosa invece veniva fatto per ottenere un vantaggio competitivo. Quando è stato scoperto che la procedura di spegnimento era utilizzata, dai team, per aggirare le velocità di riduzione della potenza, ecco l’adozione di misure specifiche per impedire di farlo.
I team rivali, tra cui la Ferrari, hanno notato per la prima volta Mercedes e Red Bull fare questa particolare operazione in Australia ma la questione è culminata al Gran Premio del Giappone alla fine di marzo, quando alcune conseguenze indesiderate di questo stratagemma sono venute alla luce.