Le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci alla commissione Antimafia che coinvolgono il Giornale e anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari hanno lasciato il segno. Le parole a seguito dell’attentato di cui è rimasto vittima hanno colpito e ora da più parti si chiede che il conduttore di Report, anche alla luce del fatto che per quel fatto è stato indagato il suo migliore amico come mandante, chieda scusa. Ma avrebbe dovuto farlo a prescindere, perché le sue parole non sono mai state corroborate da prove.
“Il tempo è il miglior antidoto contro bugie e falsità e finalmente sta emergendo quello che abbiamo sostenuto fin dall'inizio: contro il sottosegretario Fazzolari è stata costruita ad arte una narrazione sporca, fondata su subdole insinuazioni e ricostruzioni totalmente campate in aria, e quindi prive di riscontro, con l'unico obiettivo di colpire il governo Meloni e Fratelli d'Italia. È grave che accuse così pesanti siano state rilanciate con leggerezza da una parte della politica e dell'informazione, quasi a comando, senza un minimo di verifica. L'unico risultato è stato quello di alimentare artificialmente un clima di sospetto senza alcun fondamento. Ora ci aspettiamo la stessa attenzione nel ristabilire la verità e nel restituire dignità a chi è stato ingiustamente messo alla gogna”, ha dichiarato il capogruppo FdI in Vigilanza Rai, Francesco Filini, che ha poi aggiunto: “Chi ha partecipato a questa grottesca messa in scena dovrebbe come minimo chiedere scusa”.
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia: “Alla luce di quanto sta emergendo sull'attentato sotto casa di Sigfrido Ranucci, ritengo doveroso che il giornalista chieda scusa al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Ranucci nei mesi scorsi ha imbastito una serie di allusioni ai confini della diffamazione probabilmente al fine di accostare la bomba a Fratelli d'Italia, arrivando a sostenere che Fazzolari avrebbe attivato i servizi segreti contro di lui. È oltremodo grave che la stampa di sinistra, sempre così solerte a gettare fango nel ventilatore contro la destra, abbia dato eco a queste fantasiose ricostruzioni di Ranucci. La verità alla fine trionfa sempre, spazzando via le più squallide manovre mistificatorie”. Dal canto suo Ranucci smentisce queste ricostruzioni, dichiarando dai social che “quanto riportato dagli organi di stampa, che riportano estratti di verbali di seduta secretata alla Commissione Antimafia, non corrisponde al vero. Ho sempre detto dall'inizio che non ho mai pensato che ci fossero mandanti politici, basta vedere le cronache di quei giorni”.