Miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano e diretta da Nicola Ricciardi alza sipario sull’edizione numero 30 nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo questo giovedì con la Vip preview e il vernissage su invito e da venerdì 17 a domenica 19 aprile con l’apertura a collezionisti, investitori e pubblico degli appassionati proponendo un format espositivo e di contenuti rinnovato con cui celebra il trentennale con un titolo significativo come New Directions e, ispirandosi a John Coltrane, adotta il jazz come chiave curatoriale per ripensarsi come uno spazio di dialogo, improvvisazione e confronto tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche. Presenti 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, articolate nelle storiche sezioni Emergent ed Established, a cui si affianca quest’anno la nuova Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a progetti curatoriali incentrati sul tema del tempo costruendo un dialogo continuo tra moderno e contemporaneo attraverso mostre tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali.
Le tre sezioni raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento per arrivare alle ricerche più attuali con una pluralità di voci che celebrano il passato ma rivolgono lo sguardo al futuro. Memoria e innovazione con il ritmo delle improvvisazioni jazz che le mette in dialogo allargando però lo sguardo su orizzonti culturali particolari come ad esempio quello proposto dal nuovo progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento, nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista. Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza. Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano. È un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.
Torna per la seconda edizione anche il Caffè Letterario, che si conferma come uno spazio dedicato alla riflessione e all’approfondimento culturale all’interno di miart. Punto di riferimento per la presentazione di libri d’artista e per le conversazioni tra protagonisti del sistema dell’arte contemporanea, il Caffè Letterario è pensato come un ambiente accogliente in cui scoprire una selezione curata di pubblicazioni editoriali .Il programma verrà riprodotto in un unico loop previsto dalle 14.30 alle 18.30 venerdì 17 e sabato 18 aprile, e dalle 14 alle 18 domenica 19 aprile (Il programma completo è consultabile qui).
La SZ CAM Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea propone un progetto concentrato su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani - tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita - con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono state invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo, main partner di Miart , presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Miart non solo all’Allianz MiCo ma anche in città. La mostra “Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953 - 1968” alla Triennale Milano, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, con una selezione di fotografie dedicate ai protagonisti del jazz tra gli anni Cinquanta e Sessanta da Nat King Cole a Miles Davis.
Al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea trova invece casa “The only true anarchy is that of power”, la prima monografica europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista tra i più innovativi della scena contemporanea internazionale, curata da Diego Sileo.
Pirelli HangarBicocca ospita anche la mostra “The House That Jack Built” di Rirkrit Tiravanija che indaga trent’anni di ricerca intorno alle pratiche spaziali e architettoniche dell’artista. Sabato 18 aprile la mostra “Rebecca” di Benni Bosetto, prima grande esposizione istituzionale dell’artista italiana, prende vita con un programma dedicato alle sue performance. Durante tutta la giornata, in diversi spazi, Bosetto rimette in scena momenti tratti da suoi lavori performativi che emergono come apparizioni inaspettate, immagini oniriche che riattivano le opere in luoghi e tempi differenti. Attraverso momenti musicali, di danza e di canto le tre aree in cui è divisa la mostra, la Guancia, la Pancia e il Cuore, entrano in una modalità performativa che rimanda alla sua lunga ricerca sui linguaggi del corpo.
Fondazione Fiera Milano, che ha confermato il sostegno a Miart iniziato nel 2012, a favore della cultura con un fondo da 100mila euro per l’acquisizione di opere d’arte moderna che integreranno un patrimonio già composto da 140 lavori di 120 artisti diversi, apre eccezionalmente al pubblico una selezione della propria collezione di arte contemporanea, Le visite sono gratuite, con prenotazione obbligatoria entro il 16 aprile all’indirizzo: https://buytickets.at/fondazionefieramilano/2112661. Sabato 18 alle ore 11.30 e alle 15 e domenica 19 aprile alle 10.30 sarà possibile partecipare a una visita nella Palazzina degli Orafi in largo Domodossola, sede della Fondazione e luogo in cui l’intera collezione è custodita. Ad accompagnare il pubblico la professoressa Paola Rapelli, storica dell’arte e dell’architettura dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi.
Tutte le informazioni sulla manifestazione su https://www.miart.it/