AGI - L’inchiesta in Svizzera sul rogo di Capodanno che fece 41 morti, tra cui sei italiani tutti giovanissimi, non vede al momento ammissioni di responsabilità da parte degli amministratori locali.
Gli sviluppi dell'inchiesta in Svizzera
Il consiglio comunale di Crans-Montana segue la linea difensiva espressa dal sindaco Nicola Féraud interrogato nei giorni scorsi nell'inchiesta sull'incendio al "Le Constellation" scaricando le responsabilità del cattivo funzionamento nella gestione della sicurezza sui tecnici e sui pompieri.
La versione del consiglio comunale di Crans Montana
Anche se i nomi non vengono fatti il riferimento sembra essere agli indagati Ken Jacquemoud e Cristophe Balet, ex e attuale capo dell'ufficio sicurezza che avevano evidenziato invece la mancanza di risorse e personale quando vennero sentiti in Procura.
"Dal 2017, il Consiglio comunale ha risposto sistematicamente a favore di tutte le richieste di aumento del personale formulate dall'ex e dall'attuale capo del servizio Sicurezza pubblica, senza eccezioni".
"Il Consiglio comunitario non ha mai fissato un limite di bilancio per la sicurezza. Al contrario, ha sempre avuto un'attenzione particolare a ogni richiesta - si legge nella nota -. Dal 2017 al 2024, il numero di posti di lavoro a tempo pieno è passato da 1 a 5 persone, rendendo il servizio Sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana uno dei più importanti del cantone in termini di organico in Svizzera. Fino alla tragedia, non è stata formulata alcuna nuova richiesta di aumento del personale da parte del servizio Sicurezza pubblica".
L'audit del 2023 e la gestione del servizio
Quanto all'audit del 2023, il Comune sostiene che il documento non aveva l'obiettivo di analizzare un servizio in particolare, ma di ascoltare ogni capo servizio alcuni anni dopo la fusione dei quattro comuni. Questo audit è importante per la gestione, l'organizzazione e la comunicazione e quindi il servizio Sicurezza pubblica non è stato richiesto. Il rapporto consegnato da chi ha steso l'audit non evidenziava precisamente alcun problema particolare, e questo, in nessun servizio. Inoltre, nulla di allarmante è stato rilevato dai capi servizio, né messo in evidenza dall'autore.
Il riferimento ai vigili del fuoco
"In ogni caso, - e qui il riferimento è ai vigili del Fuoco - i materiali non dovevano essere controllati dal Comune durante i controlli periodici, come risulta dalla legge e dal modulo ufficiale per i controlli trasmesso dall'Ufficio cantonale dei vigili del Fuoco". "Sarà compito dell'inchiesta penale determinare perché i controlli periodici annuali non sono stati effettuati, così come verificare se questa assenza abbia avuto un'influenza causale nel verificarsi della terribile tragedia. Tutti i documenti a riguardo sono stati trasmessi al Ministero pubblico - è la conclusione -. Conformemente ai suoi impegni, il Comune di Crans-Montana continua a collaborare con la giustizia per stabilire i fatti e le responsabilità".

