Il procuratore, "ecco come intendiamo procedere"
"Ci siamo dati un programma diviso in tre fasi. La prima riguarderà l'accertamento sulla mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto o evitare l'evento del 2026 o ridurlo perché i lavori previsti dopo la frana del 97 non sono stati realizzati. È la fase in cui ci troviamo e che ha generato gli attuali 13 indagati", ha aggiunto Vella.
"Ci sarà una seconda fase - ha proseguito il magistrato - che riguarderà gli accertamenti sulle opere di raccolta e di regimentazione delle acque bianche, delle acque nere e reflui nel comune di Niscemi che hanno la loro importanza nell'innesco della frana come già individuato nel 97. Su questi aspetti lavoreremo in seguito e successivamente ci sarà una terza fase che riguarderà la zona rossa già individuata nel 97, indicata come zona a rischio molto elevato e avrà a oggetto l'eventuale mancato sgombero e demolizione degli edifici che si trovavano in quella zona e il blocco delle nuove costruzioni. Accerteremo se sono state rilasciate nuove autorizzazioni a costruire o se si sono verificate realizzazioni di costruzioni abusive. I 13 indagati sono stati iscritti per la mancata realizzazione delle opere di mitigazione".
Dopo la frana di Niscemi erano stati stanziati - ha ricordato il procuratore - 23 miliardi delle vecchie lire, ma i lavori appaltati a un'Ati non sono stati realizzati. I fondi, 12 milioni di euro, non sono stati mai spesi. Tra gli indagati figurano anche i capi della Protezione civile regionale, riferiti a quel periodo, tra loro Calogero Foti e l'attuale Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltate nel 2000.
Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della Regione. Il procuratore di Gela ha sottolineato che tra gli indagati non ci sono i vari sindaci che si sono susseguiti negli anni alla guida del Comune di Niscemi. Nei prossimi giorni, gli indagati verranno sentiti in procura mentre nel frattempo verranno sequestrati altri atti. Vella ha definito lo smottamento verificatosi a Niscemi lo scorso 25 gennaio, come "la frana più grande d'Europa". "Già nel 1997 - ha spiegato - c'erano delle indicazioni precise su come intervenire. I fondi stanziati, 12 milioni di euro, sono rimasti nelle casse della Regione".

