Il cantiere del nuovo Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, un’opera da 200 milioni di dollari nell’area dell’ex Tiro a Segno di Piazzale Accursio, finisce al centro di un’inchiesta che intreccia appalti internazionali, caporalato e sicurezza sul lavoro. Secondo quanto riportato da la Repubblica e dal Corriere, la Procura di Milano contesta un presunto sistema di sfruttamento ai danni di centinaia di operai indiani impiegati nella realizzazione della nuova sede diplomatica Usa. Al centro dell’indagine c’è Ulas Demir, manager turco di Caddell Construction, fermato dai carabinieri all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per partire per Istanbul insieme alla moglie.
Il fermo a Orio al Serio
Demir, indicato come preposto alla sede secondaria italiana della statunitense Caddell Construction Co. LLC, è stato bloccato prima dell’imbarco per la Turchia. Per i pm milanesi Mauro Clerici e Paolo Storari, il rischio di fuga era concreto e imminente. Il manager, indagato per l’ipotesi aggravata di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, avrebbe acquistato i biglietti dopo aver saputo del provvedimento di controllo giudiziario disposto nei confronti della divisione italiana della società.
La telefonata dalla Turchia
A pesare sul fermo c’è una conversazione intercettata mentre i carabinieri del Comando Tutela Lavoro si trovavano nel cantiere. Un uomo dalla Turchia, trattato da Demir come un superiore, gli avrebbe suggerito di rientrare “per ferie”. Una formula che, secondo gli inquirenti, nasconderebbe una chiara volontà di lasciare l’Italia. Dopo quella telefonata, il manager non avrebbe esitato: il giorno successivo avrebbe comprato i biglietti per Istanbul.
Operai indiani pagati 2 euro l’ora
L’inchiesta riguarda il presunto sfruttamento di centinaia di manovali indiani impiegati nel cantiere milanese. Secondo l’accusa, i lavoratori sarebbero stati pagati di fatto circa 2 euro l’ora, in condizioni definite dagli investigatori vicine al para-schiavismo. La Procura contesta violazioni su orari, riposi, retribuzioni e condizioni di lavoro, con compensi ritenuti in contrasto con la contrattazione collettiva e con il principio costituzionale di paga proporzionata e sufficiente.
Il cantiere da 200 milioni di dollari
Il nuovo Consolato Generale degli Stati Uniti dovrebbe sorgere nell’area dell’ex Tiro a Segno di Piazzale Accursio, su un progetto dal valore di circa 200 milioni di dollari. Proprio in quel cantiere, secondo gli accertamenti, sarebbero emerse numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Alcuni operai ascoltati dagli investigatori avrebbero confermato minacce, sfruttamento e condizioni giudicate vergognose. Ora il fermo di Demir dovrà essere valutato dal gip del Tribunale di Bergamo. Il caso apre una questione che va oltre la singola vicenda giudiziaria. Tra appalti, subappalti e catene di responsabilità, l’inchiesta su Caddell accende i riflettori su un punto decisivo: chi controlla davvero le condizioni di lavoro nei grandi cantieri globali quando il valore dell’opera è milionario ma il costo umano rischia di restare invisibile?

