"Ets, l'Ue non penalizzi l'industria"

Scritto il 16/07/2026
da Marco Negri

Appello a Bruxelles dell'Italia e di altri nove Paesi europei

L'invito a una revisione «equa» e «pragmatica», il monito a non sprecare «un'importante opportunità» per adattare il mercato europeo del carbonio alle sfide dell'industria. È un fronte compatto di dieci Paesi, guidati da Italia e Polonia, a chiedere all'Unione europea una riforma del sistema Ets che coniughi «competitività e decarbonizzazione». L'appello arriva mentre a Bruxelles sono in corso gli ultimi ritocchi alla revisione del sistema che fissa un prezzo alla CO2 degli impianti di energia elettrica e termica, dell'industria manifatturiera, dei voli commerciali e del trasporto marittimo. La riforma, attesa domani, è destinata ad aprire un confronto politico serrato.

Necessaria, per i firmatari dell'iniziativa, «una revisione radicale» dei parametri di riferimento con cui si assegnano le quote gratuite per tutelare «la competitività» delle industrie, aumentando le assegnazioni gratuite per i comparti più esposti. Il blocco di Paesi formato anche da Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Romania e Slovacchia potrebbe rappresentare una minoranza di blocco all'interno del Consiglio Ue.

Tra le richieste, il prolungamento oltre l'attuale orizzonte del 2039 del percorso di azzeramento delle emissioni nel sistema e oltre il 2034 lo stop alle quote gratuite per i settori coperti dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam): cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.

Appello anche a una riflessione «attenta» sull'Ets2, il nuovo mercato del carbonio che dal 2028 si applicherà ai trasporti su strada e agli edifici.

Una revisione «sostanziale e strutturale» è evocata anche dal ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (in foto), che al tavolo nazionale per il settore Moda al Mimit, ha incassato il sostegno di Parigi. «La Francia insieme all'Italia sostiene una revisione dell'Ets per alcuni settori industriali», ha sottolineato il ministro delegato per l'Industria francese, Sébastien Martin.