«Non ci lasceremo intimidire né dividere. Risponderemo congiuntamente a queste azioni russe». Parole forti e decise che arrivano dalla Germania, con il ministro degli Esteri Wadephul ma il drone russo che si è schiantato contro un palazzo di Galati, in Romania, ha fatto tornare la psicosi droni in tutta Europa. Ieri l'aeroporto di Monaco di Baviera è rimasto chiuso per un'ora dopo un allarme, poi rientrato, segnalato da un pilota. Mentre sul campo, Mosca accusa Kiev di aver lanciato un velivolo sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Ma droni a parte, sempre più determinanti in questo conflitto in cui la tecnologia sta facendo la differenza, i segnali di una potenziale svolta non arrivano tanto dal campo di battaglia quanto dalle parole di Zelensky che annuncia possibili spiragli diplomatici in tempi ragionevoli.
A Berlino sono stati 17 i voli cancellati o dirottati e secondo le stime la chiusura dello scalo ha causato un danno economico vicino ai 2 milioni di euro mentre Europa e Nato stanno mettendo in campo le misure annunciate per proteggere il fianco Est dell'Alleanza e dare un segnale forte a Mosca. Che peraltro continua a negare responsabilità. A Zaporizhzhia invece,
il ceo della russa Rosatom Alexey Likhachev, denuncia che un drone ucraino ha colpito la sala turbine dell'unità 6 della centrale nucleare. «È stato il primo attacco mirato sulla centrale», ha detto. Altri droni hanno colpito in profondità basi militari russe mentre è di 5 morti e almeno 40 feriti il bilancio degli attacchi di Mosca sull'Ucraina. Ma intanto, forse, qualcosa si muove.
Se Putin e Mosca restano per il momento fermi sulle loro posizioni intransigenti nonostante le palesi difficoltà del difficoltà del conflitto, Kiev avanza su un doppio binario. «Siamo in contatto quasi quotidianamente con gli inviati del Presidente degli Stati Uniti e con i nostri partner europei», spiega il presidente ucraino Zelensky che aggiunge: «Ci sono preparativi per incontri in diversi formati. Ci stiamo preparando per importanti negoziati per ora, senza divulgarne i dettagli pubblicamente», facendo pensare a un dialogo ad alto livello per arrivare a un negoziato concreto. Zelensky, fa anche il punto a livello militare, puntando ancora su droni e tecnologia. Proprio sul tema Kiev ha compiuto dei passi avanti che al momento risultano decisivi sul campo. Secondo la Bbc, Kiev sta riuscendo a distruggere i veicoli che riforniscono le forze russe lungo le strade dell'Ucraina occupata
grazie a nuovi droni che utilizzano l'intelligenza artificiale. Al punto che il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, protagonista di questa svolta, ha parlato di strategia di «blocco logistico». Ma non solo. La Cnn fa sapere che al una gran parte dello sforzo bellico ucraino «è ora affidato a mezzi senza equipaggio: robot, droni e carri armati a pilotaggio remoto», una sorta di esercito cibernetico che ha portato un immediato e inaspettato vantaggio sul campo mettendo alle corde le «tradizionali» forze russe. Questi robot vengono chiamati dai russi «morte silenziosa» perché identificabili sono quando sono a 10 metri di distanza. Permettono azioni chirurgiche e preservano i soldati di Kiev dall'essere uccisi o feriti. Anche per questo, per la prima volta dal 2023 Kiev sta riconquistando più terreno di quanto ne sta perdendo. Dettagli non secondari che, uniti alla pressione occidentale e a una diplomazia più decisa, potrebbero finalmente portare Mosca a un vero negoziato

