Cosa cambia dopo l'attacco di Trump al Papa? Siamo di fronte a una svolta epocale? Il presidente americano si è scagliato contro Leone XIV affermando: "Non sono un suo grande fan": è un "debole e pessimo nella politica estera" e ancora "Non voglio un Papa che critichi il presidente americano perché sto facendo esattamente quello per cui sono stato eletto".
Il Papa ha risposto che Trump non gli fa paura e che continuerà a parlare contro la guerra: "Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo".
Nel frattempo, anche Giorgia Meloni, che ha preso le difese del Papa ritenendo inaccettabili le parole di Trump, viene attaccata dal presidente Usa: "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità".
Questa situazione di crisi e di nervosismo americano ci porta a riflettere sul futuro. Cosa resterà del Trumpismo? Ma soprattutto: cosa resterà dei conservatori americani e occidentali dopo Trump?
La parabola di Trump incarna nella forma più estrema la politica del personalismo, dove un "campione" si candida a rappresentare i valori di un Paese o di un partito e la sua personalità conta più della sua ideologia.
L'indice di gradimento del leader sostituisce il lavoro sulla coscienza civile semplificando il governo delle masse al prezzo della loro disattenzione sui contenuti. In pratica decenni passati ad erigere troni sopra le macerie. Ed ora quali sono le istanze conservatrici da salvare?
L'America e l'Occidente devono ritornare alle loro basi riportando al centro le questioni centrali. Dobbiamo rispettare le nostre tradizioni così come qualcuno vorrebbe che si rispettassero solo quelle degli altri. Trump è il frutto che nasce come anticorpo del tentativo di umiliare l'Occidente e la tradizione cristiana che ne costituisce il collante.
Anche le successive società filantropiche occidentali non sono che una pallida imitazione del Cristianesimo al quale non aggiungono nulla e spesso tolgono Dio. E il Cristianesimo è diventato quel legante che è riuscito a essere prosecutore di Roma e sintesi della civiltà greco romana.
Proprio l'eclissi di Dio e la rinuncia a Cristo sono diventati il collante di una nuova società liquida in cui le relazioni umane sono povere di sentimenti e assomigliano alle mode.
La cancellazione dei confini ha indebolito la nostra civiltà al contatto di popoli con una maggiore pressione demografica. Senza contare l'antioccidentalismo dei movimenti woke.
L'Occidente ha battezzato il Trumpismo perché non voleva essere distrutto, ma lo ha superato e ne è uscito più forte. In Iran ha affrontato una prova difficile e l'ha superata. Ha rischiato che in una notte sparisse una grande civiltà, la sua. E con quella la sua umanità. E se il conservatorismo vuole sopravvivere a Trump, deve tornare a coltivare una civiltà e non affidarsi a un uomo solo.

