Doppio attacco Usa, Vance come Trump. "Lui non capisce. Parli solo di morale"

Scritto il 15/04/2026
da Valeria Robecco

Donald insiste: di Iran non sa proprio nulla. Il suo vice: lasci la politica a noi

Non si placa la bufera su Donald Trump per l'attacco al Papa, e non si placano neppure le frecciate del presidente americano contro Leone XIV. Mentre nella vicenda si inserisce pure il vice JD Vance, il quale afferma che il Vaticano dovrebbe "attenersi alle questioni morali". "Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse il presidente degli Stati Uniti a occuparsi di definire le politiche pubbliche americane", chiarisce Vance, che si è convertito alla fede cattolica in età adulta. Il tycoon, invece, parlando con il Corriere della Sera sostiene che il Pontefice "non ha idea di cosa sta succedendo in Iran", e non si rende conto che Teheran costituisce una minaccia nucleare: "Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese". Ma il comandante in capo se la prende anche con la premier Giorgia Meloni, che ha espresso la sua solidarietà al Papa. "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità", sottolinea.

In realtà le parole di Trump hanno scatenato critiche bipartisan negli Usa, mettendo i senatori repubblicani in difficoltà: in calo nei sondaggi, i conservatori iniziano a mostrare segnali di insofferenza di fronte alla retorica del presidente. "Lascerei stare la chiesa", ha commentato laconicamente il leader dei repubblicani in Senato John Thune. "Penso che i papi e i presidenti dovrebbero restare nei loro ambiti, è meglio per tutti", ha osservato invece il senatore Kevin Cramer, dicendosi d'accordo con Thune sul fatto che il presidente dovrebbe tenersi alla larga da battaglie con il Pontefice. "Personalmente ritengo che l'attacco diretto al Papa sia stato inappropriato", ha messo in evidenza da parte sua il senatore Mike Sounds. L'atteggiamento dell'inquilino della Casa Bianca sta causando non pochi grattacapi ai repubblicani, che contano sui voti dei cattolici per mantenere il controllo del Congresso nelle elezioni di metà mandato di novembre. E invece le bordate lanciate da Trump negli ultimi due giorni hanno suscitato una condanna diffusa da parte di vescovi, attivisti e leader laici cattolici, che lo hanno accusato di essere "irrispettoso", "offensivo" e "immaturo".

Alcuni sostengono che la dimostrazione di ostilità nei confronti del Pontefice eroderà ulteriormente il suo sostegno tra questa fascia di elettori, soprattutto negli stati della "Rust Belt", la regione compresa tra i monti Appalachi settentrionali e i Grandi Laghi, un tempo cuore dell'industria pesante statunitense, che si erano avvicinati al Grand Old Party alle elezioni del 2024. "I suoi attacchi contro il Papa sono inescusabili, irrispettosi e profondamente inquietanti", ha dichiarato la deputata Debbie Dingell, democratica del Michigan, cattolica e proveniente da un cruciale swing state: "Leone XIV è un esempio per tutti noi, una persona che ha dedicato la propria vita all'umiltà, al servizio e ai valori insegnati dal Vangelo: tutte cose che il nostro attuale presidente non pratica né comprende".