L'incertezza geopolitica e la rivoluzione dell'intelligenza artificiale stanno ridisegnando l'economia mondiale, ma l'Italia può affrontare questa fase facendo leva sulla solidità del proprio sistema finanziario e sull'elevata capacità di risparmio delle famiglie. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ieri nel suo intervento all'assemblea dell'Abi.
Il governatore ha descritto un quadro internazionale segnato da due spinte contrapposte: "Lo shock generato dal conflitto in Medio Oriente", che ha alimentato rincari energetici e incertezza, e "la diffusione dell'intelligenza artificiale", che sostiene investimenti e crescita nei settori tecnologici. Nell'area euro, però, "l'aumento dei costi dell'energia ha aggravato un quadro già segnato da bassa crescita", mentre l'inflazione continua a mantenersi sopra il target del 2%.
Panetta ha, pertanto, ribadito il ruolo centrale della stabilità finanziaria, ma ha anche richiamato la necessità di favorire gli investimenti. Le banche continueranno a essere decisive nel finanziamento dell'economia, ma, ha osservato, "un'economia in cui acquistano peso l'innovazione e gli investimenti immateriali richiede anche mercati dei capitali più sviluppati e un'adeguata disponibilità di capitale di rischio". L'obiettivo, ha precisato, "non è sostituire il credito bancario, ma affiancarlo con strumenti complementari".
Ampio spazio è stato dedicato allo stato di salute del sistema bancario italiano. "Gli indicatori relativi al primo trimestre confermano la robustezza del sistema bancario italiano: la redditività resta elevata, la patrimonializzazione è più che adeguata, la qualità degli attivi molto buona", ha affermato il governatore, ricordando anche il giudizio positivo espresso dal Fondo monetario internazionale. Il miglioramento è evidente soprattutto sul fronte dei crediti deteriorati: "Dieci anni fa i prestiti deteriorati superavano l'8% del totale dei finanziamenti; oggi la quota è dell'1 percento".
Guardando al futuro, Panetta ha indicato nella mobilitazione del risparmio una delle leve decisive per sostenere la crescita. "Anche il risparmio diretto delle famiglie può contribuire ad accrescere la disponibilità di capitale di rischio", ha spiegato, sottolineando che "per mobilitarne una quota maggiore servono strumenti semplici, trasparenti e a costi contenuti", insieme a una maggiore educazione finanziaria. Allo stesso tempo ha ricordato che "in Italia i fondi specializzati nell'apporto di capitale di rischio sono assai meno sviluppati che negli altri principali Paesi", un limite che spesso spinge le imprese più innovative a cercare all'estero capitali e opportunità di sviluppo. La sfida, ora, è "trasformare" i punti di forza del sistema Italia in "innovazione e sviluppo duraturo".

