Il Movimento Cinque Stelle torna alle origini e ritocca la sua idea di democrazia partecipativa dal basso con il portale Nova. Anche in questo caso è la rete (il web) a fare da veicolo delle idee che dovrebbero correggere e migliorare. Come agli esordi fu il blog di Grillo-Casaleggio e i meet-up territoriali, oggi le idee si raccolgono sul portale del Movimento (Nova Parola all'Italia). I numeri messi in bella mostra sulla homepage del portale hanno tutta l'intenzione di caricare di ottimismo i fan di Conte. Eccoli: 105 spazi di confronto in presenza e due incontri online dedicati agli italiani all'estero. 17mila persone coinvolte di cui il 44% non iscritto al MoVimento 5 Stelle. Quasi 2mila tavoli di lavoro.
È il grado zero della politica. Si parte dalla singola idea e si sviluppa un consenso (o un dissenso) intorno a essa. "Non c'erano palchi con relatori, non c'erano temi predeterminati da qualcuno - si legge nella sintesi della homepage -, ciascun partecipante ha potuto liberamente proporre il tema di cui parlare e diventare protagonista", rispondendo a una semplice domanda: "Cosa deve fare il governo nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle persone?"
Più che meet-up sembrano incontri da bar dove le idee più bizzarre cozzano contro il muro del buonsenso. Qualche esempio? La robot tax (si commenta da sola), l'istituzione del ministero della Pace, l'abolizione dell'8 per mille e la modifica (leggi "cancellazione") dei Patti Lateranensi. Ci sono anche quelle che non soltanto sono impossibili da realizzare ma anche ingiustificate (il buonsenso è lontano mille miglia). Come a esempio l'istituzione di un reddito universale di 500 euro da erogare a tutti, a prescindere dal reddito. Idea che non solo sembra la versione peggiore di un'idea già "problematica" come il reddito di cittadinanza (che tanta fortuna ha avuto durante il governo gialloverde, quante critiche dagli ultimi governi per i tanti punti deboli della legge che lo istituiva) ma che finisce per mettere soldi pubblici anche nella tasche di chi proprio non ne ha bisogno.
Più soldi per tutti è l'esatto contrario della fantasia al potere. Per fortuna che tra i volenterosi procacciatori di idee vicini al Movimento c'è chi di fantasia non difetta. Come chi ha proposto l'istituzione di un passaporto sportivo digitale. Collegato a dispositivi indossabili e con cui si certificano minuti di attività e km percorsi a piedi o in bicicletta, dà la possibilità, in base ai punti accumulati, di ricevere un credito d'imposta fino a 500 euro o in voucher per visite mediche, attrezzature e trasporti pubblici. Insomma, più ti muovi, più guadagni.
A metà giugno verranno selezionate 300 persone per discutere e scegliere le idee migliori da portare in parlamento come proposte di legge. Chissà se ci arriverà anche il passaporto sportivo.

