L'Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato. In aula c'è stata una seduta tesa, con bagarre al termine dell'intervento di Giovanni Donzelli, deputato di FdI. "Avete segnato un colpo sulle preferenze -ha detto il deputato durante le dichiatazioni di voto - Avete fatto bene a festeggiare come se aveste vinto ai Mondiali. È tutta una vostra vittoria. Sarebbe stato traumatico uscire dai salotti e confrontarsi con il popolo italiano che tutti i giorni lavora". Le opposizioni dopo il voto hanno esposto cartelli per protesta. "Meloni ha fallito, 'La maggioranza non esiste più: a casa!", "Legge truffa" e "Legge incostituzionale", sono alcuni. La segretaria del Pd Elly Schlein, rivolgendosi alla premier, ha detto che "ha tradito la fiducia degli italiani, anche di quelli che l'avevano votata alle ultime elezioni e anche le sue irrealistiche promesse elettorali una per una".
Prende corpo l'ipotesi che un nuovo emendamento sulle preferenze venga riproposto durante l'esame al Senato, almeno in parte. A Palazzo Madama, però, l'emendamento verrebbe votato con scrutinio palese, rendendo più difficile il ripetersi degli agguati dei franchi tiratori come avvenuto martedì. Sul tema delle preferenze ieri c'è stato un nuovo stop. Fratelli d'Italia ha l'emendamento dei vannacciani, ma con Lega e Forza Italia contrari. Il risultato è stato che la proposta è stata bocciata, ma con 139 voti a favore. Via libera a scrutinio segreto al primo articolo della riforma: 208 sì, 143 no e 3 astenuti. Nel testo il sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei voti. Al deposito dei contrassegni, prevista l'indicazione del candidato premier. Sì unanime della Camera all'emendamento sul voto dei fuorisede: chi si iscrive a un apposito albo per motivi di studio, lavoro o cure mediche potrà votare dove è temporaneamente domiciliato.
Intanto le opposizioni tornano a chiedere di andare alle urne. "Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulle legge elettorale lo ha certificato", afferma, in una intervista a Repubblica pubblicata stamane, la segretaria del Pd Elly Schlein, secondo la quale "la maggioranza non esiste più, adesso vadano a casa, tocca a noi". Dice ancora: "Meloni ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura perchè ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo sé stessa".

