Ragionare su come estendere il concetto di legittima difesa: Matteo Salvini indica la strada. Nel pieno del dibattito sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi, il segretario federale della Lega ha ribadito di essere pronto a chiedere la grazia al presidente della Repubblica, ricordando che purtroppo non si tratta di un episodio isolato: “Non è tanto privata la vicenda di Roggero - le parole del vicepremier ai microfoni di Radio Cusano, nel corso del programma ‘Battitori Liberi’, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano - Penso anche a tante vicende del passato, tutti lavoratori o lavoratrici normali. Gente che si alza alle cinque di mattina, che va in ufficio, in negozio, in azienda e subisce un’aggressione, una minaccia a mano armata, spesso in compagnia di parenti, e reagisce, in maniera misurata, in maniera eccessiva, all’interno del negozio, all’interno dell’abitazione. Spero il buon Dio di non trovarmi mai in una situazione tale. Tutte persone accomunate dal fatto di non avere precedenti penali, di aver lavorato per una vita e di aver ricevuto un’aggressione quasi sempre a mano armata alla presenza di familiari".
Salvini s'è soffermato sulla legge sulla legittima difesa, rimarcando "che ha evitato problemi, processi, sofferenza e carcere a tante persone per bene aggredite". Ma il provvedimento non è bastato a salvare l'orefice di Grinzane Cavour dalla condanna: "La giustizia ha fatto una scelta diversa e noi come legislatori dobbiamo ragionare su come estendere ulteriormente il concetto di legittima difesa, perché non penso che sia una questione politica o partitica dirsi favorevoli a 14 anni e 9 mesi di carcere per un lavoratore 72enne incensurato che ha reagito all’ennesima rapina. Poi c’è anche la vicenda economica. Ci sono milioni di euro di richieste di risarcimento danni che rovinano una vita di lavoro e anche le generazioni a seguire, motivo per cui abbiamo approvato un disegno di legge che impedisce da qui al futuro, non può essere retroattivo ovviamente, la richiesta di risarcimento danni per ladri o rapinatori colpiti durante la commissione di un reato”.
Nel corso del suo intervento, il leader del Carroccio ha sottolineato che Roggero "in quel giorno tutto avrebbe voluto fare tranne che sparare a dei rapinatori": "Poi ripeto, ha ecceduto, non ha ecceduto, è uscito, ha inseguito, quelli sono frangenti da ricondurre a un contesto. Sicuramente non stiamo parlando di un criminale con numerosi precedenti alle spalle. Anche perché 14 anni e 9 mesi di carcere difficilmente vengono dati a uno stupratore, a un pedofilo, a un assassino, a uno spacciatore con centinaia di morti sulla coscienza". Da qui la riflessione sulla richiesta di grazia: "La richiesta di attenzionare la possibilità di grazia a questo 72enne che come Lega abbiamo lanciato, come parlamentari di centrodestra stiamo organizzando, con il ministro della Giustizia che lavora per formalizzarlo al Presidente della Repubblica, penso che rappresenti molti italiani a prescindere da cosa votano".
Il vicepremier ha tenuto a precisare di non volersi sostituire alle valutazioni del Capo dello Stato: "Noi possiamo solo istruire una domanda ben fatta, poi è nella facoltà del Presidente della Repubblica valutare modi, tempi e contenuti". Ma non è tutto. "Stiamo valutando se la normativa permette una candidatura", ha aggiunto Salvini: "Non mi piace arrivare su Radio Cusano lanciando la provocazione o la soluzione a portata di mano se non ha le gambe per camminare. Il tema della grazia è un tema che possiamo e vogliamo costruire, che ovviamente non dipende solo dalla nostra volontà, ma noi lo possiamo accompagnare, e il tema di altre soluzioni come quella di una candidatura prima di essere lanciate devono essere realizzate nei fatti. Detto questo, l’ho detto a Mario e lo ripeto, sono personalmente, siamo come Lega, ma siamo come sistema Italia, a disposizione in qualsiasi modo per aiutare lui e la sua famiglia. Non escludo nulla a priori. Quando gli ho scritto che siamo in qualsiasi modo a disposizione sua e della sua famiglia, in qualsiasi modo legalmente permesso, vuol dire in qualsiasi modo”.
“Io a Roggero ho scritto nelle ore precedenti al responso della Cassazione e non sono ore facili quelle che ti portano a sapere che alla tal ora del tal giorno tali giudici decidono del bene più prezioso che noi abbiamo oltre alla salute, che è la libertà”, ha proseguito il leghista: “Quando sai che alle sette della sera decidono se sei un uomo libero o se devi tornare a processo e finire in galera, non auguro a nessuno all’ascolto di trovarsi in quelle condizioni”.
Nel corso dell'intervista, Salvini è anche intervenuto su un suo possibile ritorno al ministero dell'Interno. “Abbiamo ancora un anno abbondante per continuare a fare quello che gli italiani si aspettano che facciamo, io ho l’onore di guidare un ministero con 250 miliardi di cantieri aperti", la sua puntualizzazione: "Se vinceremo le elezioni l’anno prossimo come penso, e se gli italiani e il prossimo Presidente del Consiglio lo desiderassero, io sono a disposizione dell’Italia, come ho dimostrato rischiando anche il carcere”.

