“Landini predica bene, ma razzola male…”. Scoppia la bufera sul leader della Cgil

Scritto il 26/02/2026
da Francesco Curridori

La notizia del mancato pagamento del tfr (trattamento di fine rapporto) a un ex dipendente della Cgil da parte di Maurizio Landini, pubblicata oggi sul Giornale, scuote il mondo politico e il centrodestra parte all’attacco.

“Il segretario della Cgil Maurizio Landini prima attacca il Governo Meloni sull’utilizzo del trattamento di fine rapporto e sottoscrive contratti nazionali che prevedono retribuzioni pari a 5,40 euro l’ora, ma secondo quanto riportato oggi dagli organi di stampa, proprio all’interno della sua organizzazione non sarebbe stato liquidato il tfr a un ex dipendente, nonostante una sentenza definitiva”, attacca Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Lavoro della Camera, che sul tema non ha dubbi: “Se la notizia fosse confermata, sarebbe una vicenda grave e imbarazzante”. Rizzetto critica, quindi, Landini:“Un doppiopesismo quello del capo della sinistra che svuota di credibilità ogni lezione impartita a governo e maggioranza: siamo nel “Sotto-sopra” di Stranger Things, - conclude - dove anche la coerenza si capovolge”.

Il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della commissione Lavoro, tuona: “La Cgil ha una storia sindacale importante e di grande tradizione, cultura, tutela dei diritti dei lavoratori in infinite vertenze. Interpreta idee e valori opposti ai miei, ma è sempre stata guardata con rispetto. Fa specie dunque vederla oggi ridotta a fare da sgabello di un partito sgangherato come il Pd”. Il senatore meloniano, poi, attacca: “Anziché occuparsi seriamente dei temi del lavoro, sembra più attenta a curare gli ‘interessi’ del proprio segretario generale, che anela un posto in Parlamento, e per questo motivo si espone anche a costi importanti per organizzare mobilitazioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’attività sindacale a tutela dei lavoratori e dei loro diritti. È il caso della mobilitazione per la riforma della giustizia”. Secondo Zaffini, “per paradosso, la Cgil, ormai lontana dalla sua missione originaria, si ritrova a essere trascinata in Tribunale da un proprio dipendente che si è visto negare un suo sacrosanto diritto, ossia l’erogazione del suo Tfr”. Una vicenda che definisce come “l’esempio plastico dello stato in cui verte tale sindacato". Zaffini, in qualità di presidente della commissione Lavoro del Senato della Repubblica, infine, si rammarica “della deriva che sta coinvolgendo una parte sociale da sempre interlocutore privilegiato e per anni protagonista della storia sindacale d’Italia” e si chiede: Cosa aspetta l'Assemblea generale della Cgil a liberarsi di Landini?”.

Anche il senatore meloniano Gianni Berrino, membro della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, prende di mira Landini: “Se quanto riportato fosse confermato, ci troveremmo davanti a un fatto grave e paradossale: chi ogni giorno - dice - si erge a paladino dei diritti dei lavoratori dovrebbe essere il primo a rispettare le decisioni della magistratura e a garantire il pagamento delle spettanze dovute”. Secondo Berrino “è singolare che proprio chi accusa continuamente il governo e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di scarsa attenzione verso il mondo del lavoro si trovi oggi a dover rispondere di un mancato versamento del tfr a un proprio dipendente”. Per il senatore di FdI, “Landini farebbe bene a occuparsi concretamente dei lavoratori, a partire da quelli che operano all’interno della sua organizzazione, assicurando il pieno rispetto delle sentenze e dei diritti maturati, invece di impartire lezioni politiche al Governo”. E, poi, conclude: “La tutela del lavoro non si esercita con proclami o polemiche mediatiche, ma con comportamenti coerenti e responsabili”.

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, intercettato telefonicamente da ilGiornale.it, definisce la vicenda “sconcertante” perché “dimostra l'ipocrisia di Landini, il quale parla di politiche sociali ma poi mortifica un lavoratore". Gasparri, poi, ricorda: “Non è la prima volta che la Cgil in questioni di lavoro, di formazione professionale e di varia natura, si trova al centro di questioni discutibili”. Il capogruppo dei senatori azzurri attacca: “Landini si vergogna, rispetti quello che è stato deciso dalla magistratura che dice di voler difendere e osservare in ogni momento e dia a questo lavoratore tutti i soldi che la Cgil gli deve”. Gasparri, infine, ringrazia Il Giornale per aver portato alla ribalta questa vicenda e promette: “Personalmente mi sento impegnato a vigilare perché tutto abbia l'epilogo che deve avere con i soldi che il lavoratore deve ricevere, pagati finalmente da Landini e dalla Cgil. Landini è veramente un ipocrita. Predica bene e razzola male. Anzi malissimo”.

Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, a ilGiornale.it dice: “Ho letto la vicenda del mancato pagamento del tfr sul Giornale. Ho atteso dal sempre loquace segretario della Cgil di conoscere il suo pensiero, magari ascoltare le scuse…ma niente: ‘gli digerì la favella’, avrebbe commentato Dante. Che - conclude - in quel caso si riferiva al Conte Ugolino dopo che aveva sbranato un suo simile…”.

Il deputato azzurro Alessandro Cattaneo, sempre a ilGiornale.it, dice: “Ancora una volta la Cgil predica bene, ma razzola molto male, insegna agli altri cosa fare, ma poi si comporta esattamente al contrario rispetto a ciò che per te è di insegnare dall'alto della sua storica supponenza e fantomatica superiorità morale”. Cattaneo accusa Landini di essere “intento più a fare opposizione politica che a difendere davvero i diritti dei lavoratori". E ancora: “Accusa il centrodestra e la classe politica con toni perentori salvo poi essere colta in fallo per mancanze gossolane. Ricordo, per esempio, la vicenda dei contratti firmati dal sindacato di sinistra, ben sotto salario minimo .L’ennesimo capitolo insomma di incoerenza, attendiamo - sentenzia Cattaneo - il prossimo”.