A decorrere dal 1° gennaio 2026 il bollo auto ha subito delle importanti modifiche, soprattutto per le vetture di nuova immatricolazione: pur restando un tributo di competenza regionale, si sono chiaramente evolute le tempistiche e le modalità di pagamento.
Una delle novità più importanti, per quanto non particolarmente apprezzata dagli automobilisti, è stata l’eliminazione della rateizzazione: l’imposta deve pertanto essere versata in un’unica soluzione, un’esigenza nata con lo scopo di agevolare la riscossione, riducendo la possibilità di errori o dimenticanze, e di contrastare l’evasione fiscale. Come si traduce dal punto di vista pratico questa modifica? Per tutti i mezzi immatricolati dall’entrata in vigore di queste novità, la tassa va versata entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione e la copertura sarà valida per 12 mesi: il primo bollo di un’auto acquistata entro il 30 aprile 2026 dovrà essere pagato non oltre il 31 maggio, mentre il rinnovo andrà versato negli anni successivi entro l'ultimo giorno del mese di scadenza, ovvero il 30 aprile. Le vetture immatricolate prima del 1° gennaio 2026 mantengono invece le scadenze attuali, per cui il versamento va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza.
Altra novità 2026 è quella relativa alle vetture sottoposte a fermo amministrativo: fino al 31 dicembre 2025 era possibile puntare all’esenzione, ma dall’inizio del nuovo anno questo beneficio non viene più concesso ai proprietari. Essendo il bollo un’imposta relativa al possesso dell’auto e non alla circolazione, questa sospensione è stata definitivamente abolita: ciò significa che il versamento sarà dovuto per i mezzi colpiti sia da fermo amministrativo che da fermo fiscale senza più alcuna distinzione.
Per quanto concerne una stima dei costi, è necessario consultare la carta di circolazione al punto P.2. L’ammontare viene determinato moltiplicando la potenza del veicolo espressa in kW per un importo unitario differenziato per classe ambientale. È previsto un regime agevolato entro i 100 kW, con un leggero aumento tariffario per la potenza eccedente tale soglia. Oltre i 185 kW, la tassazione aumenta drasticamente a causa del superbollo, che impone un tributo aggiuntivo di 20 euro per kW. I coefficienti applicati per le auto più inquinanti sono stati incrementati un po’ ovunque da parte delle Regioni, che come detto hanno una certa autonomia nella gestione dell’esazione, così da spingere i cittadini a passare a vetture ibride o elettriche.
Mediamente per le Euro 4, 5, 6 si parla di 2,58 €/kW fino a 100 kW e 3,87 €/kW per la parte eccedente. Per le Euro 3 di 2,70 €/kW fino a 100 kW e 4,05 €/kW oltre i 100 kW. Per le Euro 2 di circa 2,80 €/kW fino a 100 kW e 4,20 €/kW oltre i 100 kW. Per le Euro 0 di 3,00 €/kW fino a 100 kW e 4,50 €/kW oltre i 100 kW. Il computo esatto del bollo può essere effettuato sul portale dell’Aci alla voce "Calcola il bollo auto ed il superbollo", inserendo tutti i dati richiesti dal sistema automatico a schermo dopo aver effettuato il login.
Il superbollo resta anche dopo le novità 2026, fermo restando che a differenza del bollo è un tributo statale e va versato con modello F24: l’addizionale erariale è dovuta per i proprietari di auto con potenza superiore ai 185 kW. Si pagano 20 euro per ciascun kW eccedente tale soglia, con una riduzione graduale che si applica sulla base dell’anzianità del mezzo: 100% dell'importo (20 €/kW) per i primi 5 anni dalla data di costruzione, -60% dell'importo (12 €/kW) dopo 5 anni, -30% dell'importo (6 €/kW) dopo 10 anni, -15% dell'importo (3 €/kW) dopo 15 anni, esenzione totale dopo 20 anni dalla costruzione, nel momenti in cui l’auto diventa di interesse storico.
Vi sono comunque delle categorie esentate dal pagamento del bollo auto. Dal 2026 è stato introdotto un supporto per le fasce economicamente fragili: l’imposta non si paga con un reddito annuale inferiore agli 8mila euro, ma l’esenzione non è automatica, per cui va richiesta esplicitamente presentando la documentazione reddituale alla Regione competente.
Le auto ecologiche sono privilegiate nel conteggio dell’imposta. Le elettriche (BEV) beneficiano di un'esenzione totale per i primi 5 anni dall'immatricolazione, dopo di che la tassa è ridotta del 75%: in alcune Regioni (Lombardia e Piemonte) l'esenzione è permanente. Per ibride e plug-in molte Regioni propongono un’esenzione di 3 o 5 anni in caso di immatricolazione recente, dal 2022 in poi, dopo di che il computo si effettua sulla potenza del motore termico.
Confermata l’esenzione per veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità. Il beneficio, richiedibile se l'auto è intestata al disabile o a un familiare che lo ha fiscalmente a carico, spetta per un solo veicolo con limiti di cilindrata, 2.000 cc per benzina o ibridi, 2.800 cc per diesel o ibridi e 150 kW di potenza per le elettriche.
Le altre agevolazioni dipendono dall'età del mezzo registrata al PRA. Oltre i 30 anni spetta l’esenzione totale dal bollo auto, e se il veicolo viaggia su strada è dovuta solo una tassa di circolazione forfettaria di circa 25-30 euro. Tra 20 e 29 anni di età spetta la riduzione del 50% sull'importo, sempre che il mezzo sia dotato anche di regolare Certificato di Rilevanza Storica, da riportare sulla carta di circolazione.

