Si apre una nuova crisi diplomatica tra Italia e Nicaragua. Il governo guidato da Daniel Ortega e Rosario Murillo ha annunciato l’intenzione di rompere con Roma in risposta alle dichiarazioni del ministro Antonio Tajani, che durante il vertice del Partito Popolare a Madrid ha definito il Nicaragua “un governo estremista”, accusandolo di offrire ancora proteziopne ad Alessio Casimirri, ex esponente delle Brigate Rosse condannato in Italia per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro.
Il suo ruolo fu quello di bloccare con una Fiat 128 la via di fuga delle auto che scortavano Moro, contribuendo al successo del rapimento. Nome di battaglia “Camillo”, Casimirri è figlio di Luciano Casimirri, già capo dell’ufficio stampa de “L’Osservatore romano” e responsabile della sala stampa vaticana. Dopo aver militato in Potere Operaio, fece ingresso nella colonna romana delle Brigate Rosse.
Nel suo intervento, Tajani ha rilanciato l’impegno del governo italiano “a favore della libertà e della democrazia” in America Latina e per un rafforzamento dei rapporti tra Europa e Paesi latinoamericano.
Nella notte, l’ambasciata italiana a Managua ha ricevuto una lettera di protesta, trasmessa alla Farnesina. Le parole di Tajani hanno riacceso una controversia che dura da decenni. Casimirri vive in Nicaragua dagli anni Ottanta, dove ha ottenuto la cittadinanza e ha evitato l’estradizione richiesta dall’Italia. La Costituzione del Nicaragua, infatti, non consente l’estradizione dei propri cittadini.
Roma considera da tempo la sua permanenza nel Paese centroamericano uno dei principali ostacoli nei rapporti bilaterali. Nel suo intervento, Tajani ha ribadito che l’Italia “non condivide nulla” con la visione del governo sandinista, citando proprio la protezione garantita all’ex brigatista come simbolo delle profonde divergenze politiche e giudiziarie.
La reazione di Managua si inserisce nel più ampio deterioramento dei rapporti tra il regime di Ortega e numerosi Paesi occidentali. Negli ultimi anni il Paese è stato oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito per la repressione dell’opposizione, le violazioni dei diritti umani e il progressivo smantellamento delle istituzioni democratiche.
La possibile rottura con l’Italia rappresenterebbe un ulteriore passo nell’isolamento diplomatico del Paese anche se al momento non sono stati resi noti i tempi e le modalità con cui Managua intende formalizzare la decisione.
Nel gennaio scorso, Managua era entrata in rotta di collisione con la Spagna, culminata con la reciproca espulsione degli ambasciatori, mentre il Paese ha annunciato il ritiro da diversi organismi internazionali tra cui l’UNESCO, l’OIL, l’OIM e il Consiglio Onu per i diritti umani.
Tajani ha sottolineato che l’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda dei suoi reati davanti alla giustizia italiana, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo. In una nota della Farnesina si sottolinea come “L’Italia continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità”.

