Poste sale sulla Nuvola e fa 2,2 miliardi di utili

Scritto il 27/02/2026
da Sofia Fraschini

Trattative con Cdp per il 20% del Polo Strategico Nazionale. E Postepay si unisce a Bancoposta

Forte di nuovi risultati record, con una reddittività a livelli storici, Poste licenzia i numeri del 2025 e lancia un nuovo polo finanziario che integri i servizi di pagamento e quelli finanziari, quindi che unisca la società dei pagamenti PostePay nel BancoPosta.

Il gruppo trova poi un tesoretto da almeno mezzo miliardo dalle future sinergie annunciate per i prossimi mesi con la riorganizzazione programmata e annunciata proprio ieri: 120 milioni in quattro anni sono i risparmi attesi dall'AI che sarà chiave nel nuovo piano; a questi vanno aggiunti 400 milioni di risparmi sui costi IT. Ma anche le sinergie con Tim su vari fronti da cui sono attesi ulteriori risparmi (nonché un dividendo di 100 milioni dal 2027); e le sinergie derivanti dal nuovo polo finanziario e dai servizi tlc ed energia che andranno sotto la capogruppo. Un progetto sul quale l'ad, se confermato con le nomine di primavera, alzerà il velo entro fine anno.

«Il nuovo polo finanziario - ha detto l'ad Matteo Del Fante (in foto) - rafforzerà la centralità del cliente, l'efficienza e la crescita, massimizzando il valore della nostra piattaforma».

Valore che arriverà anche dalla combinazione con Tim Enterprise e dall'affondo sul Polo Strategico Nazionale. Del Fante è in trattativa per acquisire una partecipazione pari al 20% di questo asset strategico nazionale che fornisce alle Pubbliche Amministrazioni tecnologie e infrastrutture cloud avanzate.

Guardando ai numeri, Poste ha chiuso nel 2025 un altro anno record, beneficiando anche dei primi risultati dell'acquisizione di Tim. Il risultato operativo ha raggiunto 3,2 miliardi (+10%) e il risultato netto si è attestato a 2,2 miliardi (+10%). I ricavi sono cresciuti a 13,1 miliardi (+4%) e il dividendo per azione è salito del 16%, con la distribuzione complessiva di 1,6 miliardi.

Sul fronte corrispondenza, pacchi e distribuzione, i ricavi sono stati pari 3,9 miliardi, in aumento del 2,7%. I ricavi del settore recapiti sono scesi da 2,12 miliardi del 2024 a 2,05 miliardi, mentre quelli della consegna dei pacchi sono saliti da 1,58 miliardi a 1,73 miliardi. Il risultato operativo è positivo per 30 milioni, mentre quello netto riduce la perdita a 46 milioni. I pacchi consegnati nel periodo sono stati 349 milioni. I ricavi da terzi dei servizi finanziari sono stati 5,6 miliardi (+2,9%) e sono attesti a quota 5,7 miliardi a fine 2026.

A trainare resta la crescita il margine di interesse, salito a 2,7 miliardi (+6,7%) e il risparmio postale. Il risultato netto del comparto è cresciuto a 766 milioni. I servizi assicurativi hanno segnato ricavi in crescita a 1,8 miliardi (+11,3%)m bene anche i servizi di pagamento a 1,66 miliardi (+5,1%). I ricavi del settore energia sfiorano il raddoppio da 76 a 126 milioni. Guardando ai target per la fine del 2026 si prevede un ebit a 3,3 miliardi e l'utile netto a 2,3 miliardi. I ricavi sono previsti a 13,5 miliardi. La politica dei dividendi futura, a cui contribuirà anche Tim, prevede la distribuzione di oltre il 70% dell'utile netto.