Scatta l'allerta ambientale lungo il litorale pugliese: i monitoraggi estivi condotti da Arpa Puglia nelle prime due settimane di luglio 2026 hanno evidenziato una massiccia presenza di "Ostreopsis ovata": questa microalga, originariamente caratteristica dei climi caldi e tropicali, ormai da oltre una ventina di anni viene avvistata con una certa regolarità anche sulle coste italiane. La preoccupazione degli esperti nasce dalle conseguenze che possono derivare per la salute umana dalla fioritura dell'alga, con reazioni che variano dalle irritazioni cutanee fino ad arrivare a disturbi respiratori come la bronchite.
Secondo quanto diffuso dagli organi di stampa locali, sono quattro i punti costieri in cui la situazione è critica a causa di una densità algale definita particolarmente abbondante. Il limite di riferimento per poter parlare di una situazione emergenziale è quello delle 30mila cellule di microalga per litro d'acqua: sulla base di questo indice, le zone a rischio sono le seguenti, considerando che le prime due hanno abbondantemente oltrepassato la soglia di sicurezza. Si tratta per la precisione di:
Torre Canne, dove si è registrato il picco massimo con ben 100.340 cellule per litro nei pressi del faro;
Molfetta, in cui è stata rilevata una concentrazione pari a 42.315 cellule per litro nella zona di Prima Cala;
Giovinazzo e Porto Badisco, entrambe contrassegnate dal bollino rosso nei campionamenti per i valori oltre la norma.
Gli esperti hanno rilevato dei livelli anomali anche nelle aree del Lido Trullo di Bari (allerta arancione con con 15.059 cellule per litro), a Mola di Bari e in alcune località marittime della provincia di Bari o lungo la costa del Gargano.
A seguito di questi rilievi, l'Arpa ha già provveduto a informare la Regione Puglia, le aziende sanitarie locali (Asl) e le amministrazioni comunali coinvolte: saranno ora questi enti a dover valutare e disporre eventuali restrizioni o misure di prevenzione per tutelare i bagnanti.
L'Ostreopsis ovata è una microalga unicellulare microscopica di origine tropicale, ormai da tempo diffusa nel Mar Mediterraneo, che può proliferare ("fioritura") durante i mesi estivi in presenza di caldo, alta pressione, forte irraggiamento solare e mare calmo. Solitamente non è visibile a occhio nudo, tuttavia, quando si moltiplica eccessivamente, può formare una patina brunastra o filamentosa sugli scogli, sulle alghe più grandi e sul fondale, e l'acqua può apparire leggermente opaca o schiumosa.
Durante le fioriture, l'alga produce tossine chiamate ovatossine. Queste sostanze possono entrare in contatto con l'uomo principalmente in due modi, ovvero per inalazione, quando vengono trasportate nell'aria dagli spruzzi del mare e dal vento, specie in presenza di moto ondoso, o per contatto diretto, facendo il bagno in acque con alta concentrazione di alghe.
I disturbi provocati dal contatto sono di solito transitori, dal momento che persistono tra le 24 e le 48 ore, e includono irritazione alle vie respiratorie, rinite, faringite, laringite, tosse, congiuntivite, febbre, spesso definita proprio "febbre da alga", generalmente tra i 37° C e i 38° C, dermatiti e arrossamenti cutanei e infine nausea o vomito.

