Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Giorgetti, ha approvato ieri in esame preliminare un decreto legislativo che riforma il sistema sanzionatorio del Testo unico sulla intermediazione finanziaria (Tuf). Palazzo Chigi ha spiegato che il provvedimento mira a "rafforzare l'efficienza e l'efficacia del sistema sanzionatorio in materia di mercati finanziari, individuando le condotte illecite in base alla loro gravità, incrementando le garanzie per i soggetti destinatari dei procedimenti e deflazionando il contenzioso". Il decreto rimodula i limiti delle sanzioni per adeguarli alla gravità delle violazioni, che riguardano trasparenza, corretta prestazione dei servizi e comunicazioni obbligatorie delle società quotate. Per società e enti le multe vanno da 5mila euro fino a 10 milioni o al 5% del fatturato annuo, mentre per persone fisiche tra 5mila euro e due milioni; omissioni di comunicazioni da parte di società quotate comportano una sanzione minima di 10mila euro.Il testo introduce "la facoltà per i soggetti destinatari di proporre all'Autorità di vigilanza un accordo per definire il procedimento", con riduzione di un terzo della sanzione se si rimuovono le conseguenze della violazione e si indennizzano gli investitori. Prevista "maggiore discrezionalità per le Autorità nell'applicazione delle sanzioni interdittive" e la possibilità di non avviare il procedimento per condotte che non abbiano danneggiato il mercato, procedendo con un richiamo. L'istituto della confisca resta, ma limitato al profitto effettivo e con possibilità per Consob di applicarla tramite ingiunzione o su beni equivalenti. Resta fermo il coordinamento tra Banca d'Italia e Consob, mentre si confermano le tutele per chi segnala violazioni, garantendo riservatezza e protezione contro ritorsioni.

