Crans-Montana, spunta il "conto segreto" di Moretti

Scritto il 31/05/2026
da Francesca Galici

La segnalazione è arrivata mediante una missiva fatta recapitare alla procura di Sion che sta indagando sul rogo di Capodanno

La situazione finanziaria dei coniugi Moretti, gestori del locale Le Constellation andato a fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana è fin dall’inizio al centro delle indagini della procura di Sion. Ed è proprio in ambito di indagini patrimoniali che sarebbe emerso un presunto “conto segreto” di Jessica Moretti: questo è quello che riferisce il Tages-Anzeiger, secondo il quale ad aprile la procura avrebbe ricevuto una lettera da parte di un informatore segreto, secondo il quale quel conto forse sarebbe stato usato per trasferire fondi all’estero. Si tratta di una fattispecie ancora in corso di accertamento da parte degli investigatori, della quale probabilmente verrà chiesto conto ai coniugi e a Jessica nello specifico.

“Buongiorno, vi scrivo perché ho ricevuto informazioni sul caso Moretti che potrebbero essere di fondamentale importanza. Ho visto oggi una persona di nome *** che ha inviato una carta di credito Revolut a Jessica Moretti a Lens. Numero di carta: ***. Questa carta non ha limiti di spese, motivo per cui potrebbe trattarsi di un caso di riciclaggio di denaro. Ho voluto segnalare la situazione in forma anonima per evitare qualsiasi confronto con la famiglia Moretti”, si legge nella missiva. Il nome della persona sarebbe noto al Tages-Anzeiger. L'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) gestito da fedpol sta indagando da mesi in questa direzione, ben prima che venisse ricevuta la lettera, che ora dà forza investigativa all’ipotesi, che comunque traeva forza dall’analisi dei conti dei coniugi, sui quali sono state rilevate alcune anomalie.

Nel frattempo pare che un dettaglio procedurale possa compromettere, o comunque rallentare, le indagini. Ne danno notizia i media svizzeri, secondo i quali il pm vallesano avrebbe ordinato al fornitore dei servizi internet del Comune di Crans-Montana di copiare e conservare tutti i dati dal 1 gennaio in poi. Ma l’esperto di diritto penale David Zollinger, ex procuratore a Zurigo, ha spiegato che “il Pm non può ordinare o costringere un comune a fornire elementi” perché in Svizzera “il potere giudiziario non è superiore al potere politico”. E proprio in nome di questo principio, il Comune di Crans si è opposto alla richiesta. L’indagine dovrà ora trovare nuovi sbocchi e nuove soluzioni e intanto le famiglie vorrebbero che i Moretti venissero processati nel nostro Paese perché si fidano maggiormente della nostra giurisdizione.